La quarta giornata del Giffoni Film Festival 2025 si è distinta per profondità e intensità emotiva.
Ambra Angiolini ha commosso i giffoner con un intervento intenso e sincero, partendo dalla sua personale esperienza con la bulimia. Ha raccontato la fragilità come forza e il valore dell’accettazione, condividendo il momento in cui un gesto di amore materno ha acceso in lei il desiderio di rinascere. Da questo dolore è nato il suo impegno con l’associazione Alimenta, dedicata ai disturbi alimentari. Ambra ha parlato di fallimenti, disagi e dell’illusione della perfezione, invitando i ragazzi a lasciare “tracce d’amore”: messaggi autentici contro l’odio digitale. L’incontro si è trasformato in uno spazio collettivo di liberazione, accoglienza e consapevolezza. Una rivoluzione gentile che parte dal riconoscere le proprie ferite per costruire relazioni vere.

Il regista Vincenzo Alfieri ha presentato in anteprima alcune scene di 40 Secondi, film dedicato a Willy Monteiro Duarte, giovane vittima di violenza nel 2020. Ispirato al libro di Federica Angeli, il progetto vuole risvegliare coscienze e denunciare l’indifferenza sociale. In sala, emozione viva tra giffoner e cast, tra cui Francesco Gheghi e Justin De Vivo, che hanno sottolineato l’importanza di raccontare con verità e rispetto. Il produttore Roberto Proia ha ribadito la necessità di promuovere empatia e consapevolezza. Il film uscirà il 20 novembre, come atto d’amore contro la normalizzazione della violenza.

Pietro Orlandi ha presentato il documentario “42”, dedicato alla scomparsa della sorella Emanuela, con profonda emozione e fiducia nel nuovo Papa. Ha ribadito la convinzione che la verità emergerà, invitando i giovani a non accettare l’ingiustizia. Il film non è un’inchiesta, ma un racconto delle vite sospese intorno a Emanuela, firmato da Elettra e Rebecca Orlandi. La canzone finale, “Mantello di quercia”, ha toccato il cuore della platea. Giffoni si è confermato luogo di ascolto, impegno civile e speranza condivisa.


