Il Parco Archeologico di Pompei ha presentato la ricostruzione scientifica in bronzo del Canone di Policleto, uno dei massimi capolavori della scultura greca classica, realizzata utilizzando le storiche matrici della ex Fonderia Chiurazzi. All’evento hanno partecipato il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il direttore del Parco Gabriel Zuchtriegel e il procuratore di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso.

L’iniziativa inaugura il progetto di valorizzazione delle matrici Chiurazzi, acquisite dal Parco per evitarne la dispersione e restituirle alla fruizione pubblica. La ricostruzione rappresenta il primo risultato di un percorso che unisce tutela, ricerca e valorizzazione del patrimonio artistico, riportando in vita la tradizione romana delle copie dei capolavori greci.
La nuova versione del Canone è frutto di oltre un secolo di studi e di una collaborazione internazionale tra studiosi e istituzioni italiane, greche e tedesche. Rispetto alla ricostruzione del primo Novecento introduce due importanti novità: la restituzione della policromia originaria delle statue classiche e la proposta che la figura impugnasse un giavellotto anziché una lancia, ipotesi che potrebbe distinguere il Canone dal tradizionale Doriforo di Policleto.
Per il corpo è stata utilizzata come modello la celebre copia romana rinvenuta nella Palestra Sannitica di Pompei, mentre la testa deriva da un busto bronzeo proveniente dalla Villa dei Papiri di Ercolano. Il giavellotto è stato realizzato con legno, cuoio e metallo.
Secondo il ministro Alessandro Giuli, la ricostruzione restituisce al pubblico un’opera simbolo dell’armonia classica, confermando il ruolo della cultura come strumento di ricerca, dialogo e identità. Il direttore Gabriel Zuchtriegel ha sottolineato come la valorizzazione delle matrici Chiurazzi permetta non solo di preservare un patrimonio unico, ma anche di rilanciare l’antica tradizione della fusione a cera persa, creando nuove opportunità culturali, artigianali ed economiche.
L’iniziativa rappresenta inoltre un importante progetto di archeologia sperimentale e conferma Pompei come centro di ricerca internazionale dedicato alla comprensione e alla valorizzazione dell’eredità del mondo classico.

