Psicologia e Salute

Adolescenti e scuola – tra inadeguatezza e smarrimento

Scuola e adolescenti: un binomio esplosivo. Magari non incendiario, anche se manca poco, ma sicuramente che fa scintille.

Oggi se ne leggono e se ne sentono di tutti i colori e se ne vedono delle belle, anzi delle brutte… orrende. Cultura e disciplina, ma forse incultura (passatemi il neologismo) e indisciplina sono gli ingredienti base della vita scolastica. E allora? Allora siamo allo sbando nave sanza nocchiere in gran tempesta direbbe Dante Alighieri, ma io non vedo alcuna nave, piuttosto una zattera. Dunque parliamo di una zattera vecchia e sgangherata, affollata di reietti e disadattati; è così che appare la scuola. Una situazione insostenibile per cui sembrerebbe non esserci soluzione? Almeno due ordini di problemi andrebbero individuati. l’inadeguatezza del sistema scuola e lo smarrimento degli adolescenti.

Scuola e adolescenza: inadeguatezza del sistema

Scuola e adolescenti sono in rotta di collisione ormai da molti anni. Ogni generazione sembra sempre più distante da un sistema che mostra tutte le sue pecche ogni anno di più. Si tratta di un sistema ormai inadeguato, datato e poco aderente alla realtà. Le strutture sono inadeguate, vecchie e scomode, le attrezzature insufficienti e altrettanto obsolete, i corsi di studio risultano per lo più sgradevoli e poco affascinanti. D’altronde i risultati parlano molto chiaramente: l’Italia occupa gli ultimi posti nelle graduatorie OCSE relative ai livelli di literacy in tante materie. Per la cronaca, gli studenti italici sono nello stesso range di alcuni paesi dell’Africa subequatoriale quanto alle competenze matematiche. Massimo rispetto per tutti ovviamente, ma parliamo di paesi in cui l’analfabetismo è ancora di massa.

Scuola e adolescenti: un momento di smarrimento

In questa situazione allora, lo smarrimento degli adolescenti è più che comprensibile, anche se ingiustificato e forse ingiustificabile. Viviamo nella civiltà del progresso e della tecnologia ed evidentemente leggere, scrivere e far di conto non sono sufficienti per vivere una vita piena e per trovare un lavoro soddisfacente. Non più almeno. Ma per comprendere questa situazione di smarrimento bisogna valutare molti fattori e comprendere che stiamo parlando di una bilancia a due piatti, che devono essere equilibrati. Scuola e adolescenti devono trovare allora il giusto compromesso, perché l’attuale situazione di contrapposizione non giova a nessuno: né al sistema (scuola), né alla persona (adolescenti).

Migliorare le strutture

Come dicevamo, la scuola italiana è vecchia e cadente. Gli edifici sono pericolanti, le aule sono piccole, i banchi vecchi e consunti, le sedie cigolanti e traballanti. È comprensibile che molti adolescenti non provino piacere nel recarsi ogni mattina in un luogo poco accogliente, scomodo e carente dei servizi più elementari.

Creare spazi di socialità positiva

Scuola e adolescenti sono difficili da abbinare perché la voglia di libertà e la necessità di disciplina sono da sempre agli antipodi. Queste necessità spesso non convivono pacificamente e la funzione sociale viene meno, o viene relegata ai pochi minuti dell’intervallo. La scuola oggi rappresenta l’unico scoglio a cui aggrapparsi in una società alla deriva. Spesso sentiamo parlare della volontà, tutta politica, di aprire le scuole il pomeriggio, nei fine settimana, in estate; questa iniziativa dovrebbe avere un senso. Spesso non esistono luoghi di aggregazione e di socialità e la scuola cerca di ovviare a tali mancanze. L’iniziativa è lodevole ma deve avere, opinione tutta personale, un senso diverso dal doposcuola, costruendo spazi prosociali più che di studio. Questo ci riporta al punto precedente. Se mancano strutture come palestre, campi sportivi, biblioteche, perché gli studenti dovrebbero passare a scuola l’intera giornata? E figuriamoci i mesi estivi.

Toccare i problemi degli adolescenti

Partendo dal presupposto che la scuola dovrebbe essere luogo deputato alla cultura, non va però dimenticato che ogni giorno molti adolescenti vivono le loro problematiche personali. Spesso tali problematiche influiscono sull’andamento del lavoro: giornaliero e a lungo termine. Scuola e adolescenti spesso non si incontrano perché la prima è estranea alle problematiche di quegli adolescenti che dovrebbe accogliere. Spesso in molte scuole si ricorre alla figura dello psicologo, ma budget risicati e lungaggini burocratiche riducono l’efficacia di tale intervento. Perché non prendere esempio da paesi come gli USA che prevedono la figura dello psicologo scolastico? In fondo, parlando in modo pragmatico, nella peggiore delle ipotesi sarebbero nuovi posti di lavoro.

Rivedere le modalità di partecipazione

Se gli adolescenti a scuola si annoiano, sicuramente il sistema e ci riferiamo a chi lo governa, dovrebbe porsi delle domande. Altrettanto però dovrebbero fare molti adolescenti che a scuola ci stanno malvolentieri e che con la loro oppositività (spesso ingiustificata) costituiscono un fardello insopportabile. Oltre alle proprie aspirazioni, molti adolescenti dovrebbero seguire un percorso consono alle proprie capacità e competenze. Se pensiamo che in Germania sono gli insegnanti a decidere l’accesso alle scuole superiori, potremmo anche considerare l’idea di studiare qualcosa di simile. D’altronde il risultato fallimentare della scuola di massa è sotto gli occhi di tutti. Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

Riscrivere l’impianto metodologico

D’altro canto, se gli adolescenti sono per lo più annoiati dalla scuola, dipende anche da un impianto metodologico creato in altri tempi. L’impianto scolastico italiano è nato con la matrice filosofica gentiliana, che per quanto ben strutturata, ha fatto il suo tempo. Era adatto ad altre generazioni, ad altri tempi, ad altre tecnologie, per quanto ritoccato, non risponde alle esigenze degli adolescenti di oggi.

Stare al passo con i tempi

Scuola e adolescenti stanno vivendo un distacco abissale. I docenti sono per lo più anziani e distanti dai ragazzi e si registra spesso uno scollamento forte tra le generazioni. Altra nota dolente è l’informatizzazione del sistema, carente di mezzi e strutture, ma carente anche di competenze, da parte di docenti e discenti. Non si tratta ovviamente di fare tabula rasa del passato, ma di riuscire a fondere passato e presente.

Creare sinergie con le Università…

Le Università costituiscono il completamento del percorso di studi e scegliere il giusto corso di laurea influenza il resto della vita. Oggi tutte le università offrono giornate di orientamento, ma si tratta di esperienze tutto sommato effimere. In questa forma si tratta semplicemente di promozione e reclutamento di utenti-clienti, un’operazione votata esclusivamente alla quantità. Perché non mutuare il sistema degli USA, dove le università non cercano di attrarre più studenti, ma i migliori studenti?

E con il mondo del lavoro

E che dire dell’alternanza scuola-lavoro? Formativa in teoria, ma attuata nelle forme e nei modi più beceri. Un fallimento totale? Direi che l’idea è buona, ma andrebbe calibrata meglio. Il vero obiettivo dovrebbe essere piuttosto la creazione di convenzioni e accordi di partenariato tra scuole e aziende. Tutto per garantire esperienze di tirocinio professionale, volte infine all’assunzione e quindi a un inserimento più o meno stabile nel mondo del lavoro.

Ridare serietà e autorevolezza a un intero sistema

L’idea dunque che scuola e adolescenti costituiscano un binomio vincente, passa attraverso una serie di cambiamenti e accorgimenti, tesi a un unico risultato finale. La riconquista dell’autorevolezza e dell’immagine di serietà e prestigio, oggi purtroppo scomparsa quasi del tutto. Scuola e adolescenti: due mondi paralleli che devono diventare incidenti, l’uno nei confronti dell’altro. Sicuramente il primo passo dovrà essere fatto dalle Istituzioni, che devono rendere il sistema scuola più efficiente e più affascinante. Tuttavia anche gli adolescenti devono avvicinarsi al Mostro senza pregiudizi, cercando di trarne il meglio per se stessi e per la società. La scuola è il nostro passaporto per il futuro, poiché il domani appartiene a coloro che oggi si preparano ad affrontarlo. (Malcolm X)

Francesco Martini