Le infrastrutture come leva strategica, una governance condivisa e un forte investimento su digitale e sostenibilità: sono questi i temi al centro del panel “Porti e aeroporti in Campania, grandi hub del turismo regionale”, promosso da Unioncamere Campania e Camera di Commercio di Salerno nell’ambito della Borsa Internazionale del Turismo 2026 in corso a Fiera Milano Rho.
L’incontro, ospitato presso il Padiglione 11 – Stand Regione Campania, ha riunito i principali attori istituzionali del territorio per riflettere sul ruolo di porti, aeroporti e reti di collegamento nel rafforzare la competitività turistica della Campania, con un focus particolare sulla provincia di Salerno e sul Destination Management Plan dedicato a Salerno e Cilento.
I dati confermano il peso crescente della provincia nel panorama regionale. Nel 2024 Salerno ha registrato oltre 1,4 milioni di arrivi e più di 5,1 milioni di presenze, pari a circa il 24% delle presenze turistiche complessive della Campania. All’interno del territorio provinciale, i flussi si concentrano in modo significativo lungo la Costiera Amalfitana, che intercetta quasi la metà delle presenze, seguita dal Cilento, mentre la città di Salerno e la Piana del Sele si attestano ciascuna intorno al dieci per cento. Nonostante la crescita degli ultimi anni, il livello complessivo resta ancora inferiore ai valori pre-pandemici, con circa un milione di presenze in meno rispetto al 2019, evidenziando la necessità di rafforzare il posizionamento internazionale e la qualità dell’offerta.
In un mercato turistico globale sempre più interconnesso, la competitività di una destinazione inizia dalle sue porte di accesso. La Campania può contare su infrastrutture di rilievo: l’aeroporto di Napoli-Capodichino ha superato i 13 milioni di passeggeri annui, lo scalo di Salerno ha registrato una crescita record e i porti di Napoli e Salerno hanno movimentato complessivamente oltre 2,3 milioni di crocieristi, confermando la centralità della regione nei flussi del Mediterraneo. Tuttavia, la sfida non è solo incrementare i numeri, ma governare i flussi in modo più equilibrato, distribuendoli nello spazio e nel tempo e alleggerendo la pressione sulle mete più frequentate.
Il confronto alla BIT si inserisce nel percorso delineato dal Destination Management Plan realizzato con la Camera di Commercio di Salerno, che punta a costruire un sistema turistico provinciale più organizzato e competitivo. Il piano individua come prioritarie le aree della città di Salerno, della Piana del Sele e del Cilento-Vallo di Diano, valorizzando il ruolo dell’aeroporto di Salerno quale motore di accessibilità e sviluppo. L’obiettivo è rafforzare la governance turistica, favorire il coordinamento tra istituzioni e operatori e sviluppare prodotti esperienziali integrati capaci di unire mare, cultura, natura, enogastronomia e turismo outdoor, con particolare attenzione a cicloturismo e turismo rurale.
Tra i traguardi fissati nel medio periodo figurano l’aumento della notorietà del brand territoriale, la crescita del traffico internazionale qualificato, l’incremento dei flussi nelle stagioni intermedie e l’aumento della spesa media turistica. Già oggi il comparto mostra segnali di solidità: tra gennaio e ottobre 2025 gli alloggi disponibili sul mercato degli affitti brevi hanno raggiunto quota 59 mila unità, con circa 4 milioni di giorni prenotati, mentre l’analisi di location intelligence registra oltre 1,3 milioni di turisti nelle destinazioni campane, con una componente straniera superiore al 57 per cento. Il turista tipo appartiene prevalentemente alla Generazione Y e sceglie la Campania per l’offerta culturale, l’enogastronomia e le bellezze naturalistiche, con una spesa media di circa 102 euro al giorno.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il rapporto “Progetto Territorio: Salerno e la sua Provincia”, insieme alla nuova destinazione cicloturistica “La Via dei Tesori” nel Cilento, Vallo di Diano e Golfo di Policastro e al cammino “Elea-Gebel-El-Son-Molpè”, già riconosciuto dal CAI nazionale. Si tratta di iniziative che rafforzano l’offerta di turismo lento e sostenibile, intercettando una domanda sempre più attenta all’ambiente e alla qualità dell’esperienza.
Accanto ai risultati positivi emergono alcune criticità legate alla capacità degli snodi di accesso e ai collegamenti verso le aree interne. Per questo diventa fondamentale un’azione di sistema che integri infrastrutture, promozione digitale e pianificazione territoriale. La trasformazione digitale, infatti, sta modificando profondamente la filiera turistica, rendendo l’esperienza di viaggio continua e interconnessa, dalla fase di pianificazione online fino al ritorno a casa.
Il panel alla BIT 2026 ha ribadito la necessità di una sinergia strutturata tra Regione, sistema camerale, istituzioni locali e imprese per trasformare l’accessibilità in qualità dell’esperienza turistica. L’obiettivo condiviso è fare della Campania, e in particolare della provincia di Salerno, una destinazione sempre più integrata, sostenibile e competitiva, capace di generare valore economico diffuso e duraturo per i territori e le comunità locali.
