BORN BENEATH THE DOME: Yuqi Wang al Civico 23

La Galleria Civico 23 presenta la mostra personale dell’artista emergente Wang Yuqi, Born Beneath the Dome, inaugurando il programma espositivo del 2026. La mostra ha come fulcro l’opera video a doppio schermo The Last Performance (2025), affiancata dalla serie fotografica The Bad Eggs of Baby City, e costruisce un’allegoria contemporanea sui sistemi, sullo sguardo e sul risveglio del soggetto.


The Last Performance è un’opera video a doppio canale che, attraverso l’accostamento di tre diverse dimensioni spaziali, configura un sistema di coscienza fortemente teatralizzato e al tempo stesso autoreferenziale e chiuso. Il primo gruppo di scene è ambientato in parchi divertimento e circhi generati tramite modellazione in miniatura: un ordine eccessivamente perfetto e una ripetizione meccanica producono un’illusione di felicità accuratamente mantenuta, simile a un modello di benessere sotto una “cupola alla Truman”. Il secondo scenario si sposta invece in un luna park realmente abbandonato, dove il clown esegue, attraverso gesti altamente codificati — come uscire da una casa degli orrori o sorridere allo specchio — il ruolo che il sistema gli ha assegnato. Nel terzo scenario, il clown viene collocato nello spazio vuoto di un teatro dismesso, dove ingaggia un inseguimento e un confronto con una “seconda figura simile a sé”, dando luogo a un atto di auto-osservazione sotto un riflettore privo di pubblico.

L’opera sostituisce la narrazione temporale lineare con una giustapposizione orizzontale degli spazi, facendo sì che opulenza e rovina, reale e simulato non vengano più intesi come fasi successive di un’evoluzione, ma come stati sistemici coesistenti. In questa struttura, il clown assume la funzione di un’“interfaccia” — un nodo di connessione tra l’individuo e i meccanismi dello sguardo: egli è allo stesso tempo osservato e osservatore di sé attraverso lo specchio; maschere, superfici riflettenti e aspettative compongono un circuito percettivo chiuso, in cui la “felicità” si rivela come una funzione attivabile, piuttosto che come un’esperienza emotiva spontanea.

La mostra Born Beneath the Dome non presenta personaggi fittizi dell’universo artistico di Wang Yuqi, ma propone una metafora di una condizione reale. Nasciamo sotto una cupola — una struttura invisibile costruita da famiglia, società, tecnologia, cultura e memoria. Ognuno di noi viene nominato, modellato e assegnato a un ruolo sotto questa cupola impercettibile; e l’inizio della libertà coincide spesso con la presa di coscienza della sua esistenza. Le due serie presentate in mostra si sviluppano attorno a questa consapevolezza: The Last Performance racconta come un clown predestinato inizi a riconoscere la propria condizione all’interno di un teatro chiuso e tenti dilacerare il copione del destino; la serie fotografica The Bad Eggs of Baby City si concentra invece su quelle figure “anomale” generate all’interno del sistema stesso — soggetti che sono al tempo stesso prodotti della cupola e crepe nella sua struttura. Questa è, in definitiva, l’identità dei Born Beneath the Dome: in un mondo già programmato, rivendicare per sé una vera nascita.

Pengpeng Wang