La Fondazione Real Sito di Carditello apre ufficialmente le celebrazioni per il suo decimo anniversario, un traguardo che coincide con dieci anni di rinascita del Real Sito borbonico di San Tammaro (CE). Istituita nel febbraio 2016, la Fondazione ha guidato un percorso di recupero che ha trasformato un luogo simbolo del degrado in un presidio culturale riconosciuto a livello nazionale.
Le celebrazioni si terranno sabato 21 febbraio e coinvolgeranno l’intera comunità della “Terra di Lavoro”. La giornata si aprirà nella Cappella dell’Ascensione con la Santa Messa cantata dal maestro Walter Omaggio e officiata da Don Antonio Mingione. A seguire, nella Sala Monta, sarà rappresentato l’intermezzo “Il Maestro di Cappella” di Domenico Cimarosa, composto negli stessi anni in cui l’architetto Francesco Collecini realizzava il Real Sito per volontà di Ferdinando IV. Sul palco anche l’Orchestra di Fiati del Liceo musicale “Margherita di Savoia” di Napoli, con giovani musicisti guidati da Edoardo Ottaiano e Luigi Cirillo. Parallelamente, nelle sale reali si svolgeranno visite storico‑culturali dedicate alla storia dello stemma borbonico e al logo della Fondazione. I visitatori attraverseranno corridoi che fino a pochi anni fa erano chiusi al pubblico, accompagnati dalle performance teatrali della compagnia La Mansarda Teatro dell’Orco, che daranno voce a personaggi e aneddoti della storia del sito.
Il presidente della Fondazione, Maurizio Maddaloni, definisce la ricorrenza “una data fortemente simbolica, che che segna anche il riscatto della nostra comunità e, allo stesso tempo, corona l’impegno avviato da Massimo Bray, innescando un percorso di rinascita nel segno della legalità che oggi la nostra governance sta concretizzando con importanti azioni e progetti di valorizzazione, sostenuti da finanziamenti significativi da parte del Ministero della Cultura”.
Il recupero del Real Sito è stato possibile grazie a un imponente piano di restauri e finanziamenti pubblici. Dopo l’acquisizione da parte dello Stato nel 2013, che sottrasse la Reggia ai tentativi di infiltrazione criminale, sono stati avviati interventi strutturali e paesaggistici che hanno restituito dignità agli edifici principali, alle pertinenze agricole e all’intero impianto borbonico. Il Ministero della Cultura ha sostenuto il progetto con investimenti significativi: 27 milioni di euro destinati al restauro e alla messa in sicurezza del complesso, cui si sono aggiunti ulteriori 30 milioni annunciati nel 2025 per completare la rifunzionalizzazione degli spazi ancora inagibili. Un totale di circa 60 milioni di euro che ha permesso di trasformare Carditello in un modello di gestione pubblica e partecipata.
Gli interventi hanno riguardato il restauro delle strutture principali del Real Sito, il recupero delle pertinenze borboniche e delle aree paesaggistiche, la riapertura al pubblico di spazi prima inaccessibili come la palazzina reale, la Sala Monta, la Cappella dell’Ascensione e le aree esterne. Soprattutto, ha portato alla creazione di un modello gestionale basato su legalità, trasparenza e partecipazione della comunità. Un decennio fa, le finestre sbarrate e i cortili silenziosi raccontavano un’altra storia; oggi, gli stessi spazi risuonano di voci, passi e musica. Il Real Sito di Carditello si presenta come un laboratorio culturale aperto al territorio, sede di eventi, attività educative, progetti di inclusione e iniziative legate alla biodiversità. Le celebrazioni del decennale non rappresentano solo un momento commemorativo, ma l’occasione per ribadire la missione della Fondazione: consolidare la rinascita di Carditello e proiettarla verso una nuova stagione di sviluppo culturale, agricolo e turistico.

