Il Giffoni Film Festival si conferma non solo come uno dei più importanti eventi culturali internazionali dedicati ai giovani, ma anche come un luogo di osservazione e ricerca sul benessere psicologico delle nuove generazioni.
A evidenziarlo è lo studio “Empathy in Youth in the Digital Era: An Experiential Workshop at the Giffoni Film Festival”, realizzato dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Salerno e pubblicato sull’Italian Journal of Psychiatry. La ricerca analizza come il contesto partecipativo e culturale del festival favorisca lo sviluppo di competenze emotive e relazionali tra i giovani, in un periodo in cui la crescita delle nuove generazioni è fortemente influenzata dalla comunicazione digitale e dai social media.
Il lavoro, realizzato in collaborazione con lo European Biomedical Research Institute of Salerno (EBRIS), è firmato da un team di ricercatori guidato da Annarita Vignapiano e Giulio Corrivetti, insieme ad altri studiosi impegnati nello studio delle dinamiche psicologiche dell’adolescenza.
La ricerca si è basata su due workshop dedicati allo sviluppo dell’empatia e delle competenze emotive, rivolti a giovani tra i 16 e i 25 anni appartenenti alle giurie del festival. Attraverso attività di confronto, narrazione e dialogo interculturale, i partecipanti sono stati coinvolti in un percorso che ha utilizzato il linguaggio del cinema per stimolare la comprensione delle emozioni proprie e altrui.
I risultati hanno evidenziato un buon livello complessivo di empatia tra i partecipanti, confermando come il contesto del Giffoni favorisca ascolto reciproco, condivisione e consapevolezza emotiva. Il cinema, infatti, grazie ai meccanismi di identificazione con le storie e i personaggi, rappresenta uno strumento efficace per sviluppare sensibilità e comprensione delle esperienze degli altri.
«Il Giffoni Film Festival è da sempre un luogo in cui i giovani possono incontrarsi, confrontarsi e crescere attraverso il dialogo e la cultura», ha dichiarato il direttore generale Jacopo Gubitosi, sottolineando come progetti di ricerca di questo tipo rafforzino la dimensione educativa del festival.
Secondo Giulio Corrivetti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Salerno, iniziative come quelle sviluppate a Giffoni rappresentano anche una risposta concreta ai fenomeni di isolamento e solitudine che colpiscono sempre più adolescenti. In un contesto segnato da crisi globali, trasformazioni sociali e nuove tecnologie, il festival diventa così un laboratorio di benessere, capace di promuovere relazioni, dialogo e crescita personale tra i giovani.

