Claudio Baglioni, tre serate evento per la rassegna Musica d’Artista 2025

Con Piano di Volo Solo Tris, Claudio Baglioni porta in scena uno dei progetti più intimi e concettuali della sua carriera. Tre date speciali, dall’11 al 13 Dicembre 2025 al Teatro Verdi di Salerno, che diventano un viaggio dentro il tempo, la memoria e la musica.
 

Un uomo solo sul palco, tre pianoforti e una vita intera da raccontare. La serata di ieri si è aperta con una riflessione che diventa manifesto poetico: “Da 101 ad uno: io.” Non è solo un riferimento ai grandi tour del passato, alle produzioni monumentali con orchestre, cori e centinaia di persone coinvolte. È anche un richiamo diretto agli anni della pandemia, quando il mondo dello spettacolo si è improvvisamente fermato, i palchi sono rimasti vuoti e la musica ha dovuto tacere.

 

Da quel silenzio forzato è iniziato un percorso di ritorno lento, prudente, graduale: prima le sale vuote, poi i posti distanziati, poi la possibilità di ricominciare davvero. Arrivare oggi a un concerto come Piano di Volo Solo Tris significa attraversare quella storia: dalla sospensione totale alla rinascita, dal “non si può” al “si può di nuovo”, fino a un artista che sceglie di presentarsi solo, ma più vero che mai. Un “uno” che non è “sottrazione”, ma un modo per ricordare tutto ciò che è stato e tutto ciò che è tornato.

A convivere sul palco tre pianoforti per attraversare il tempo. Tre strumenti, tre dimensioni: pianoforte classico – il passato, la radice; pianoforte elettrico – il presente, la vibrazione; pianoforte digitale futuristico – il futuro, l’immaginazione. Baglioni gioca con l’idea che il tempo sia una convenzione e che la musica possa attraversarlo liberamente. Ogni pianoforte diventa un veicolo, un colore, un ricordo.
 
Il concerto è stato pensato e costruito come un romanzo musicale, dove ogni brano è un capitolo di vita. Le origini, la nostalgia, il cuore: nelle canzoni Uomo di varie età, Solo, Dieci dita, Gli anni più belli, Fotografie, Dodici note, Baglioni rievoca gli esordi, il ruolo della madre, i primi passi, i dubbi, le prime certezze. La nostalgia diventa un modo per ricordare, letteralmente per “riportare al cuore“.
 
 
Arriva poi il tempo della maturità, con le relazioni, le ombre: le canzoni Acqua dalla Luna, Noi No, Amori in corso, Con tutto l’amore che posso, Un po’ di più, Signora delle ore scure, Tienimi con te, Pioggia blu, Quei due, Domani mai, Quante volte, Mal d’amore hanno portato sul palco la parte più introspettiva, con note che parlano di storie d’amore, distanze, ritorni.
 
Tra un brano e l’altro, Baglioni rivela l’uomo dietro l’artista. Parla della fama, della notorietà, della responsabilità di avere una voce. Rivendica il diritto di nutrire dubbi, di avere opinioni, di pensare. Ricorda la pandemia come una ferita ancora viva, il distanziamento come una cicatrice che ha cambiato il modo di stare insieme. E invita a una scelta semplice e rivoluzionaria: se in questo Mondo non possiamo evitare le cose negative, aumentiamo la bellezza nel nostro vivere quotidiano.
 
Nel cuore del concerto arriva Strada facendo, l’unico brano eseguito con la chitarra. Un gesto simbolico, un ritorno alle origini, ai primi palchi, alla semplicità che ha dato inizio a tutto. Baglioni si sfila la giacca e lo presenta come un atto di sincerità assoluta in un dialogo diretto con il pubblico: cantare, suonare – dice – è anche giocare, un modo per resistere alla durezza del mondo.
 
 

Il concerto a questo punto cambia respiro e Baglioni apre una delle sezioni più sorprendenti della serata: i medley. Non semplici collage di canzoni, ma veri e propri viaggi nella memoria collettiva, costruiti come flussi continui, senza interruzioni, dove un brano scivola nell’altro con naturalezza. Le canzoni non vengono solo eseguite: vengono evocaterichiamatericucite in un’unica trama emotiva. È un momento in cui il concerto diventa un mosaico di ricordi condivisi, un modo per dire che la musica non appartiene mai a un solo istante, ma continua a vivere e a trasformarsi.

Il finale: eredità, gratitudine e saluti sulle note di Avrai e Mille giorni di te e di me, due brani che parlano di ciò che resta, di ciò che si tramanda, di ciò che continua. Baglioni lascia così il palco per poi tornare dopo pochi secondi, acclamato dal pubblico, ed eseguire La vita è adesso: un congedo dolce, luminoso, che diventa un abbraccio collettivo. Non un addio, ma un invito a restare nel presente, a custodire la bellezza.
 
Piano di Volo Solo Tris si è rivelato molto più di un concerto, affermandosi come un autoritratto in musica. Un viaggio nel tempo, nella memoria, nella fragilità e nella forza di un artista che continua a reinventarsi. Tre pianoforti, una chitarra, un uomo solo sul palco. E una verità che risuona forte: la vita è adesso!
 
 
L’evento è inserito nel cartellone “Musica d’Artista”, una sezione speciale del cartellone del Teatro Verdi di Salerno, realizzata con il contributo della Regione Campania e del Comune di Salerno, che nasce in sinergia con “Luci d’Artista”, uno degli eventi più emblematici della città, e porta a Salerno grandi protagonisti delle diverse forme dell’arte performativa.
 
Daniela Siano