Consenso chiaro e revocabile, svolta legislativa in Italia sul reato di violenza sessuale

La Commissione Giustizia della Camera ha approvato un emendamento che modifica il reato di violenza sessuale: da ora il consenso dovrà essere sempre libero, attuale e revocabile.

Nella serata di mercoledì 13 novembre 2025, la Commissione ha approvato all’unanimità un testo che riscrive l’articolo 609-bis del codice penale. La nuova formulazione stabilisce che chiunque compia o faccia compiere atti sessuali senza il consenso libero e attuale della persona coinvolta rischia la reclusione da sei a dodici anni. Il consenso, dunque, non solo deve essere espresso chiaramente, ma può essere revocato in qualsiasi momento. Questo significa che l’assenza di un “sì” esplicito o la revoca della volontà rendono l’atto immediatamente configurabile come violenza sessuale.

La riforma è frutto di un accordo bipartisan tra maggioranza e opposizione, con il sostegno diretto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein. Le relatrici Michela Di Biase (Pd) e Carolina Varchi (FdI) hanno firmato il testo, che nasce da una proposta di legge a prima firma Laura Boldrini. In un clima politico spesso polarizzato, questa convergenza rappresenta un segnale forte: la tutela delle donne e la lotta alla violenza sessuale sono temi che superano le divisioni di partito.

Prima della riforma, la giurisprudenza richiedeva spesso la prova di una reazione fisica o verbale da parte della vittima per configurare il reato. Questo portava a situazioni paradossali: se la vittima rimaneva immobilizzata dalla paura, l’assenza di un dissenso esplicito poteva essere interpretata come consenso. Si tratta pertanto di una riforma storica che introduce nel codice penale italiano un principio chiaro e inequivocabile: senza consenso esplicito, il rapporto è stupro.

Oltre al valore giuridico, la riforma ha una forte valenza culturale. Come hanno sottolineato le relatrici, si tratta di un cambiamento di paradigma che avvicina l’Italia agli standard europei più avanzati. Il consenso diventa il fulcro della relazione sessuale, e la legge riconosce che la libertà di scelta e la possibilità di revoca sono diritti fondamentali. È un messaggio chiaro alla società: la violenza non si misura solo nei gesti, ma anche nell’assenza di volontà.

Il testo approvato in Commissione sarà discusso in Aula il 17 novembre 2025 per il voto definitivo. Se confermato, segnerà una svolta storica nella legislazione italiana, rafforzando la tutela delle donne e delle persone vulnerabili e ponendo l’Italia in linea con le raccomandazioni internazionali in materia di diritti umani.