La Fondazione Real Sito di Carditello e l’Università Federico II avviano il progetto QUALI-POMORO per migliorare qualità e resa del pomodoro con matrici organiche, riducendo l’impatto ambientale.
Al Real Sito di Carditello prende il via il progetto QUALI-POMORO, un’iniziativa sperimentale dedicata alla coltivazione sostenibile del pomodoro. Il progetto, promosso dalla Fondazione Real Sito di Carditello in collaborazione con il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, punta a testare l’uso di matrici organiche come digestato e vermicompost in rotazione colturale, riducendo l’impiego di concimi chimici. L’obiettivo è migliorare resa produttiva, qualità organolettica e sostenibilità ambientale delle coltivazioni, rafforzando al tempo stesso la filiera del pomodoro campano.
Alla conferenza di presentazione del progetto QUALI-POMORO, ospitata presso il Real Sito di Carditello, hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, del mondo accademico e della filiera agricola del territorio. Tra i presenti Patrizio Giacomo La Pietra, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste; Maurizio Maddaloni, presidente della Fondazione Real Sito di Carditello; e Marco Cerreto, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati. Presente anche Mauro Mori, responsabile scientifico del progetto e rappresentante del Dipartimento di Agraria della Università degli Studi di Napoli Federico II, partner scientifico dell’iniziativa. All’incontro hanno partecipato inoltre le delegazioni delle cinque storiche organizzazioni di produttori del comparto pomodoro coinvolte nel progetto: AOA, APOC, APOPA, Ortofrutta SolSud e Terra Orti.
Nel complesso borbonico era attiva la “Reale Industria della Pagliara delle Bufale”, struttura dedicata all’allevamento delle bufale e alla lavorazione del latte. Proprio in questo luogo, durante il periodo del Regno borbonico, si sviluppò una delle prime produzioni organizzate di Mozzarella di Bufala, considerata tra le origini della tradizione della Mozzarella di Bufala Campana. Carditello, infatti, non era soltanto una residenza reale ma una vera azienda agricola sperimentale voluta dai sovrani borbonici, in particolare da Ferdinando IV di Borbone, dove si sviluppavano allevamenti, coltivazioni e produzioni alimentari. In questo senso, il nuovo progetto dedicato al pomodoro sostenibile rappresenta una continuità ideale con quella tradizione, segnando un passaggio simbolico “dalla mozzarella al pomodoro” e collegando la storia agricola del sito con le nuove sperimentazioni orientate alla sostenibilità.
Tra i partner tecnici figurano anche Davide Letizia, produttore di digestato, e la BIOS MIMESIS S.R.L., azienda specializzata nella produzione di vermicompost, matrici organiche utilizzate nella sperimentazione agricola prevista dal progetto.
