La sesta giornata di Giffoni55 ha acceso il Festival con emozioni profonde e messaggi di grande impatto sociale e umano.
Ornella Muti ha incantato i giffoner con un intervento sincero e intenso, raccontando la sua carriera iniziata per caso e vissuta con passione e autenticità. Ha parlato della bellezza come dono, del valore della diversità, e della necessità di osare e sognare senza paura. Ha ricordato Franca Viola, simbolo di coraggio femminile, e invitato le ragazze a credere nella propria forza. Emozionata dal riconoscimento di Sean Baker e dal legame con i suoi personaggi, ha sottolineato l’importanza di restare umani. Giffoni le ha consegnato lo Special Award, celebrando una vita di cinema e verità.

A Giffoni55 si è celebrato il trentennale di Medusa con l’anteprima del film La vita va così, diretto da Riccardo Milani. Giampaolo Letta ha ricevuto una targa speciale da Claudio Gubitosi, emozionato per il riconoscimento. Virginia Raffaele, accolta con entusiasmo dai giffoner, ha parlato di inclusività e del valore dell’ascolto nel cinema. Il film racconta una storia vera di lotta alla speculazione edilizia in Sardegna. Raffaele ha sottolineato come l’imitazione sia un atto empatico che amplifica l’umanità, rendendo ogni interpretazione una forma di incontro autentico.

A Giffoni55 è stato presentato Ti respiro, cortometraggio introspettivo sul lutto e sull’elaborazione del dolore, con protagonista Jenny De Nucci. L’attrice, vicina al progetto anche per vissuto personale, ha condiviso il valore della terapia come strumento di rinascita. Il regista Lorenzo Giovenga ha descritto il lutto come “un mostro gigante” con cui imparare a convivere. Il corto riflette sull’isolamento e sul bisogno di comunicare, anche quando sembra impossibile. Tra i giffoner, l’emozione è stata tangibile: raccontare storie, sottolinea il cast, è ciò che davvero ci rende umani.

Il campione NBA Simone Fontecchio ha dialogato con i Giffoner di Giffoni Sport, tra ricordi, tecnica e valori. Ha raccontato il suo motto abruzzese “Nenmèllà” e le sfide vissute tra Italia, Berlino e America. Ha parlato del basket come scuola di umiltà, volontà e adattamento, incoraggiando i giovani a credere nel lavoro su se stessi. Ha espresso l’orgoglio di indossare la maglia azzurra e commentato le differenze tra il gioco europeo e NBA. Tra emozione e sincerità, ha ribadito che nel basket, come nella vita, conta la “cazzimma”.

Alla Giornata FAMI di Giffoni55, il Prefetto Maria Forte e il Vice Prefetto Maria Eleonora Corsaro hanno presentato il progetto di inclusione scolastica realizzato in Calabria. Attraverso laboratori artistici e formativi, il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione promuove accoglienza e dialogo con le nuove generazioni. Il progetto ha coinvolto 28 scuole, valorizzando il ruolo della comunità ospitante e delle famiglie come mediatori culturali. L’integrazione, spiegano gli esperti, inizia fin dall’infanzia e va sostenuta anche con formazione ai docenti. Giffoni diventa simbolo di speranza e cambiamento sociale.


