Infiniti Mondi: a Salerno la mostra su Fabrizio De André tra fotografia, arte e memoria

Dal 21 marzo al 2 giugno 2026 a Palazzo Fruscione e nei luoghi simbolo del centro storico della città di Salerno, oltre 160 opere tra fotografi, illustratori e scultori raccontano la poetica di Fabrizio De André, in un percorso diffuso che attraversa la città e dialoga con i grandi temi del presente.

Si intitola “Infiniti Mondi. Viaggio nella poetica di Fabrizio De André” la grande mostra ideata e curata dall’Associazione Tempi Moderni, un progetto ambizioso, che riunisce diciotto fotografi internazionali, uno scultore e cinque illustratori per raccontare, attraverso oltre centosessanta opere, l’attualità dei temi affrontati da Fabrizio De André. Non una semplice celebrazione, ma un percorso visivo che prova a restituire la forza e la complessità della sua poetica, rileggendola nel presente.

Il cuore della mostra è ospitato a Palazzo Fruscione, ma l’esposizione si estende in forma diffusa tra alcuni dei luoghi più significativi della città, creando un dialogo continuo tra opere e spazi urbani. Un itinerario che intreccia fotografia, illustrazione, scultura e video, trasformando il centro storico in un vero e proprio racconto per immagini. Tra i protagonisti figurano nomi di primo piano della fotografia come Gianni Berengo Gardin, Paolo Pellegrin, Mimmo Jodice, Guido Harari e Lisetta Carmi, insieme a illustratori come Pablo Echaurren e Sergio Staino e allo scultore Maurizio Savini. Presente anche un contributo video firmato dal regista premio Oscar Gabriele Salvatores.

Il percorso espositivo si costruisce come una sorta di “dispositivo di ascolto”: ogni opera diventa una soglia che mette in relazione le canzoni di De André con temi ancora urgenti – dalla guerra all’emarginazione, dalla giustizia sociale al fine vita. Le immagini dialogano con brani iconici, da La guerra di Piero a Via del Campo, da Hotel Supramonte a Smisurata preghiera, attraversando storie e geografie diverse. Non mancano riferimenti a figure centrali della cultura italiana come Pier Paolo Pasolini, evocato attraverso gli scatti di Mario Dondero, mentre il legame con il mondo di De André è rafforzato dalla collaborazione con Dori Ghezzi e la Fondazione De André Onlus.

Accanto alla mostra, torna anche la rassegna “I racconti del contemporaneo”, giunta alla decima edizione e quest’anno intitolata “Navighiamo su fragili vascelli”. Un calendario fitto di incontri, concerti, proiezioni e talk che approfondiscono i temi dell’esposizione, con ospiti provenienti dal mondo della musica, della letteratura, del cinema e della ricerca scientifica. Tra gli appuntamenti più attesi, il dialogo tra il premio Nobel per la fisica Michel Devoret e lo studioso Francesco Casetti, dedicato al rapporto tra immagini e scienza.

La mostra diffusa coinvolge inoltre altri luoghi della città, dal Teatro Giuseppe Verdi al Giardino della Minerva, dall’Archivio di Stato al complesso di San Pietro a Corte, fino alla Cittadella Giudiziaria e agli spazi universitari, ampliando l’esperienza oltre i confini di un’esposizione tradizionale.

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