Le ragioni dello sguardo: l’arte introspettiva di Anna Maria Saviano in mostra al Civico 23

L’arte può attingere e può provenire dalla parte più profonda di noi, può aiutare a guardare dentro noi stessi, può contribuire a raccontare il mondo che ci circonda, un mondo abitato. Questo potrebbe essere uno spunto di lettura della nuova mostra che si è svolta presso la galleria no profit “Civico 23” di Salerno, dal 24 Gennaio al 07 Febbraio 2026: protagonista è l’artista casertana Anna Maria Saviano con la sua “Le ragioni dello sguardo”.

Nata a Caserta, la giovane artista campana ha fin da subito scelto la via dell’arte diplomandosi presso il liceo artistico statale di Aversa (CE), per poi proseguire con il diploma in Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli. Dal 2013 è divenuta illustratrice presso la Scuola Italiana di Comix a Napoli, ma è nel 2000 che avviene la svolta con la sua prima mostra durante la giornata dell’arte al Big Torino 2000 e da lì non si è più fermata.

Nell’ambito contemporaneo, l’arte ha abituato il pubblico osservante ad un’arte realizzata attraverso tecniche e tecnologie, dove l’apporto manuale dell’artista stesso si è ridotto fin quasi ad essere minimo (se non assente in molti casi). Anna Maria Saviano è un’artista che possiede una peculiarità, forse non da poco: utilizza la pittura, strumento senza tempo che si è sempre adattata ai momenti della storia e che ha sempre trovato la sua strada per esprimersi. Anna Maria intrattiene con la tela, con il segno, con il soggetto da lei dipinto un rapporto intimo, caldo: è un’artista capace di costruire un insieme equilibrato, quasi tattile, tra gli elementi dei dipinti che crea, ogni elemento che inserisce costruisce la tela.

Nei suoi dipinti inserisce uno sguardo celato, offuscato ed un’atmosfera rarefatta: figure ed interni sono caratterizzati da questi bordi “sfocati” che trasportano l’osservatore in una dimensione sospesa nel tempo, un tempo indefinito. Attraverso le sue opere Anna Maria sembra quasi trasportarci nella dimensione onirica del sogno, dove non sempre tutto è nitido e chiaro ed i margini sono spesso rarefatti, ma è una dimensione dove ogni cosa risulta essere possibile. L’atmosfera creata dall’artista nei suoi dipinti è un’atmosfera di calma e di quiete, capace di trasmettere quello stesso sentimento di tranquillità all’osservatore di cui ne cattura lo sguardo che si perde in questa dimensione. Lo spettatore entra in uno stato psicofisico di calma e pace e contempla il segno leggero ed indefinito da lei utilizzato, quasi applicasse sulla tela uno strato di fuliggine.

I suoi dipinti aprono una sorta di varco verso una dimensione altra: lo sguardo diviene compagno e strumento della pittura e conduce l’osservatore verso una realtà/spazio dove non c’è alcun bisogno della logica e non è consentito farne uso. Il tempo è cristallizzato quasi fosse un’istantanea “fredda ed inanimata”, ma a rianimarla emergono queste figure silenti, “sfuocate” e non propriamente nitide, ma esse abitano e concretizzano il paesaggio naturale e casalingo in cui abitano. Qui in mostra i luoghi protagonisti sono stanze di abitazioni, battigia colorate di rosso, corridoi di case abitati, interni rarefatti ed anche in quegli interni svuotati dalle sovrastrutture, Anna Maria fa dell’architettura una metafora di questo universo indefinito e rarefatto. “La logica dello sguardo” di un’opera scompare a favore delle “ragioni dello sguardo”, dove “ragioni” non indicano un elemento affine alla logica ed alla ragione bensì a ciò che ti trasporta verso una visione che si dirige lentamente verso l’oblio, la rarefazione e l’indeterminato.

Chiara Avallone