Legge di Bilancio 2026: congedo per malattia dei figli fino a 14 anni e novità sul congedo parentale

Il comma 220 della Legge 30 dicembre 2025 n. 199 introduce un intervento rilevante a sostegno dei genitori lavoratori, rafforzando la disciplina dei congedi per malattia dei figli minori. La disposizione interviene sull’articolo 47 del Decreto Legislativo 26 marzo 2001 n. 151, ampliando gli strumenti pensati per favorire la conciliazione tra vita familiare e attività professionale.

Fino al 31 dicembre 2025, ciascun genitore dipendente poteva assentarsi dal lavoro per un massimo di cinque giorni lavorativi all’anno per assistere un figlio malato di età compresa tra i 3 e gli 8 anni. Con le modifiche operative dal 1° gennaio 2026, il quadro cambia in modo significativo: i giorni disponibili raddoppiano, passando a dieci per ciascun genitore, e il limite di età del figlio viene innalzato fino ai 14 anni. Si amplia dunque sia la durata del congedo annuale sia l’arco temporale entro cui può essere richiesto.

Restano invece invariate le tutele previste per i bambini fino ai 3 anni di età, per i quali entrambi i genitori continuano ad avere diritto ad assentarsi per l’intero periodo della malattia, senza un tetto massimo di giornate. Sotto il profilo economico, il congedo per malattia del figlio non comporta l’erogazione di un’indennità specifica, ma il periodo di assenza è comunque tutelato ai fini del rapporto di lavoro, inclusa la conservazione dell’anzianità di servizio.

La Legge di Bilancio 2026 (Legge 30 dicembre 2025 n. 199) introduce novità anche sul congedo parentale: per i lavoratori dipendenti il limite di età del figlio entro cui è possibile usufruirne passa da 12 a 14 anni. In caso di adozione o affidamento, il congedo potrà essere richiesto entro 14 anni dall’ingresso del minore in famiglia, senza superare la maggiore età. Restano invariati i limiti per le altre categorie di lavoratori.