La mostra personale dell’artista Bao Fusheng, Luci attraverso le crepe, si inaugurerà il 4 aprile presso lo spazio Civico 23, a Salerno. L’esposizione presenta una serie di opere fotografiche singolari che, attraverso l’incontro casuale tra oggetti quotidiani e la luce, avviano una riflessione sull’esperienza visiva, sulle strutture della percezione e sul mondo interiore.
In questa serie di lavori, l’artista dirige l’obiettivo verso una scatola di pennarelli disposti verticalmente. L’origine del progetto nasce da una scoperta del tutto fortuita: un giorno, appoggiando involontariamente il telefono con la funzione fotografica attiva sopra una scatola di pennarelli aperta, sullo schermo apparve uno spazio visivo inatteso. Con minimi spostamenti di posizione e lievi variazioni di angolazione, la luce che filtrava attraverso le fessure tra i pennarelli veniva continuamente rifratta, scomposta e ricomposta, generando una molteplicità di forme visive differenti. Questa scoperta accidentale è diventata il punto di partenza per una ricerca artistica più approfondita.
La luce penetra attraverso sottili interstizi e, entrando in uno spazio originariamente chiuso e oscuro, crea una nuova struttura visiva. In questo processo, semplici strumenti di cancelleria si trasformano in un complesso dispositivo ottico: la luce viene rifratta, dispersa e ricomposta in spettri luminosi di diverse forme, rivelando sottili e ricche variazioni cromatiche. Queste immagini conservano le tracce materiali degli oggetti reali, ma allo stesso tempo costruiscono, attraverso il mutare della luce, un universo visivo quasi astratto. Attraverso il mezzo fotografico, l’artista cattura le traiettorie della luce nello spazio microscopico, rivelando il potenziale visivo nascosto all’interno di oggetti ordinari.
Luci attraverso le crepe rappresenta, tra i numerosi temi e soggetti affrontati da Bao Fusheng, un esperimento visivo dedicato ai fenomeni ottici e, al tempo stesso, una riflessione sul modo di vedere. In queste opere, la forma fisica dei pennarelli viene progressivamente attenuata, mentre la luce diventa il vero protagonista dell’immagine. Lo spettatore non si trova più di fronte a un oggetto concreto, ma a un’esperienza spaziale costruita dalla luce stessa: un campo visivo sospeso tra realtà e astrazione. Attraverso questa trasformazione, l’apparenza degli oggetti quotidiani viene filtrata e trasfigurata, diventando un linguaggio visivo in sintonia con la percezione interiore dell’artista. Il movimento della luce all’interno di strette fessure illumina strutture nascoste di immagini e colori, mentre l’artista continua a esplorarne le dimensioni ancora sconosciute. Allo stesso tempo, la mostra invita lo spettatore a muoversi tra le mappe cromatiche create dall’artista, riscoprendo la relazione sottile e poetica che lega luce, spazio e atto del vedere.

