Un nuovo spazio dedicato al silenzio condiviso, alla riflessione e alla crescita collettiva prende vita nel cuore di Napoli. È stata inaugurata il 30 aprile “La Cura”, sala studio e lettura ospitata presso La Santissima Community Hub in Vico Trinità delle Monache, che si propone come un autentico “Terzo Luogo” per la città: né casa né lavoro, ma uno spazio neutro aperto a tutti.
L’iniziativa, ideata da L’Arsenale di Napoli con il sostegno della Regione Campania, nasce dalla volontà di trasformare un luogo storico – l’ex ospedale militare, originariamente monastero seicentesco – in un presidio culturale contemporaneo fondato sulla condivisione. Alla base del progetto, la collaborazione tra l’Arsenale e Alessandra Attena, project manager della Santissima Community Hub, con l’obiettivo di coniugare rigenerazione urbana e produzione culturale. «Abbiamo chiamato questo luogo “La Cura” perché crediamo che il silenzio sia curativo, ma soprattutto che possa essere condiviso», ha spiegato Maria Cristina Comite, presidente de L’Arsenale di Napoli. «Siamo abituati a vivere la dimensione intellettuale in solitudine, ma qui vogliamo dimostrare che anche il silenzio può diventare occasione di vicinanza e relazione».
Il progetto si inserisce infatti in una visione più ampia di recupero della memoria storica dell’edificio. «Queste stanze sono nate come celle monastiche e poi diventate luoghi di cura durante il periodo murattiano», ha aggiunto Comite. «Oggi restituiamo loro una nuova funzione, rigenerando anche il significato del silenzio». “La Cura” si presenta come uno spazio dinamico e in continua evoluzione. Tra le novità annunciate durante l’inaugurazione, l’attivazione di un presidio dedicato alla lettura dei quotidiani, con una rotazione di testate per favorire il confronto e lo sviluppo del pensiero critico.
Momento centrale della giornata è stato lo svelamento dell’opera ambientale permanente “頑張RIMARE | gamba’ri’mare” dell’artista Simona Da Pozzo: un’installazione composta da 340 tessere di legno stampate a mano, già esposta in contesti internazionali come Beirut e Münster. «È un invito a resistere e a costruire relazioni con il mondo che ci circonda», ha spiegato l’artista, «trasformando lo studio individuale in un’esperienza condivisa». Accessibile e inclusiva, priva di barriere architettoniche e dotata di Wi-Fi e postazioni elettriche, “La Cura” si propone come una vera e propria “piazza coperta” al servizio della comunità. Uno spazio in cui il silenzio diventa linguaggio comune e la cultura uno strumento di connessione.
Determinante il contributo delle diverse realtà coinvolte nel progetto: Urban Value e Coop4Art per la visione strategica, ReMade Community Lab per il design sostenibile realizzato con materiali di recupero, ed Ex-Voto [radical public culture] per la curatela artistica.


