Premio “Solidarietà e Bontà – Salernitani Doc”: una serata che abbraccia Salerno e la sua anima più autentica

C’è una Salerno che non smette mai di emozionare. Una città fatta di memoria, amicizia, dignità e futuro. È la Salerno che l’Associazione Salernitani Doc custodisce e racconta da anni, ed è la stessa che ha preso forma e voce nella serata dedicata alla quarta edizione del Premio “Solidarietà e Bontà – Salernitani Doc”, in memoria di Tobia Rizzo.

L’evento si è svolto nel suggestivo Seminario Metropolitano di Pontecagnano (Salerno), un luogo che ha accolto con calore una comunità unita e partecipe. A rendere ancora più significativo il momento è stata la presenza dell’Arcivescovo di Salerno, S.E. Mons. Andrea Bellandi, insieme a numerosi cittadini, volontari, associazioni e rappresentanti delle Istituzioni. Una cornice che ha dato voce e volto al senso più autentico della solidarietà salernitana.

La serata, intensa e profondamente sentita, ha riunito storie e sensibilità diverse, tutte accomunate da un filo rosso: la volontà di condividere, di fare comunità, di riconoscere e valorizzare il bene che spesso si muove in silenzio. Momenti toccanti hanno accompagnato il conferimento dei riconoscimenti, che ogni anno rendono omaggio a chi si distingue per impegno umano, sociale e solidale, mantenendo viva la memoria di Tobia Rizzo e il suo esempio di bontà quotidiana.

Tra i premiati di questa edizione, un riconoscimento particolarmente sentito è stato attribuito a Vincenzo Siano, Presidente nazionale ONMIC, per la sua opera decennale nel campo del volontariato. Un impegno costante, generoso e profondamente umano, che ha contribuito a sostenere persone fragili, famiglie in difficoltà e intere comunità. La sua dedizione rappresenta una testimonianza concreta di ciò che significa essere “Salernitani Doc”: mettere il cuore al servizio degli altri, senza clamore ma con una forza silenziosa che lascia il segno.

Mons. Andrea Bellandi, Vincenzo Siano, Massimo Staglioli

Ma Salernitani Doc è molto più di un’associazione. È un modo di sentire, un’appartenenza che supera il tempo e le distanze. È una fotografia del passato, quando i quartieri erano famiglie allargate e un boccone di pane si divideva senza pensarci. È il calore dell’amicizia che resiste agli anni, è la partita allo stadio, il gelato al limone del “chioschetto”, la vista del golfo che sembra disegnata dagli dei. È il lavoro svolto con dignità e onore, è la fierezza di chi porta Salerno nel cuore anche quando la vita lo porta lontano.

E allo stesso tempo, Salernitani Doc è una finestra spalancata sul futuro: un invito a costruire, a partecipare, a custodire ciò che siamo stati per diventare ciò che vogliamo essere. Perché la storia, la tradizione e il domani vincono solo quando c’è condivisione di azioni, pensieri, emozioni. E la partecipazione di ciascuno dà forza a quel grande “cuore doc” che continua a battere per Salerno.

La serata si è conclusa con un sentimento diffuso di gratitudine e appartenenza. Gratitudine verso i premiati, verso chi lavora ogni giorno per il bene comune e verso chi mantiene viva la memoria di una città che non dimentica. E un grazie speciale è andato al Presidente-fondatore Massimo Staglioli, anima e motore dell’associazione, che con passione e tenacia continua a costruire ponti tra passato e futuro, tra le persone e la loro città.

Francesco Martini