L’arte è sempre stata uno strumento al passo con i tempi, spesso ha anticipato i tempi e le tendenze ed a volte si è posta loro accanto. L’arte è un mezzo, uno strumento che è sempre stato in grado di proiettarsi in avanti, riuscendo a captare prima di altri i mormorii sottotraccia che poi sono diventati i clamori rumorosi del mondo.
L’arte sa essere logica come l’Intelligenza Artificiale ed anche essere profonda come la fede? Possono queste due forze, queste due nature tanto diverse stare insieme? Queste sono le domande che si è posta Fan Yixin, la giovane artista cinese di 24 anni protagonista della sua mostra personale, A Secret Vision Of Human-Machine Symbiosis, tenutasi presso la galleria no profit Civico 23, dal 21 al 28 Febbraio 2026. Secondo Fan Yixin è assolutamente possibile: l’avvicinamento tra la calcolata logica dell’algoritmo (concetto freddo ormai entrato di prepotenza in molti campi della nostra vita) ed il sentire ardente della fede (concetto così profondamente umano ed intimo) è possibile attraverso un dialogo spirituale da lei intuito e creato. In questa conversazione invisibile, impalpabile, Fan Yixin trasforma l’Intelligenza Artificiale da semplice macchina fredda a co-creatore delle opere esposte qui in questa mostra (e non solo). Nelle opere da lei realizzate, la tecnologia e la pura logica dell’Intelligenza Artificiale diventano il linguaggio scelto e prediletto per dar forma al suo linguaggio artistico e a questa forte e sentita fede: con questa scelta Fan Yixin quasi dona all’algoritmo una dimensione umana (E’ possibile?).
Questa conversazione tra logica e fede si manifesta, secondo le sue intenzioni, come fosse una riflessione a cui il pubblico può assistere visivamente e si organizza in tre momenti fondamentali: Crystal Charms (Incanti Cristallini), Mystic Gaze (Sguardo Divino) e Lunar Grace (Grazia Lunare).

In Crystal Charms (Incanti Cristallini) esplora la trasparenza attraverso l’uso di una “qualità” digitale, di una tecnica digitale limpida e trasparente appunto, quasi fosse vetro o cristallo dove i simboli religiosi e mistici vengono scomposti e ricombinati dall’AI in forme di luci fluide che si muovono: tutto ciò richiama quell’ideale orientale del cristallo limpido e senza impurità dove la rifrazione dello stesso cristallo e le metafore sui talismani si mescolano con una modernità in continuo mutamento. L’AI decostruisce e costruisce dando una nuova prospettiva visiva e di lettura della fede.
La seconda serie, Mystic Gaze (Sguardo Divino) si dedica all’elemento primordiale dell’occhio/sguardo nell’arte religiosa e qui l’IA elimina ogni elemento figurativo inutile: il suo è uno sguardo silenzioso, frontale rispetto al supporto e profondamente intimo mentre, attraverso un algoritmo, traccia linee e campiture cromatiche semplici. Lo sguardo diventa manifestazione divina e riflette la costante meditazione dell’essere umano su cosa sia la fede.
Infine c’è Lunar Grace (Grazia Lunare) dove introduce e presenta uno spazio tranquillo ed illuminato dalla luce candida della luna: alberi, esseri viventi, forme naturali e statue buddhiste si stagliano e svaniscono in questa dimensione digitale e sospesa nel tempo e nello spazio. L’Intelligenza Artificiale combina qui la straordinarietà della natura con la sacralità delle immagini sacre con la luce lunare che diventa lo strumento di unione che connette ogni cosa e crea un paesaggio di pace e di serenità.

Attraverso queste tre serie, Fan Yixin vuole dimostrare quanto la tecnologia possa rafforzare le modalità in cui la fede possa esprimersi e come essa posso diventare strumento d’arte: in questi tempi di abuso della tecnologia, la fede e l’arte sacra possono trovare, secondo il suo punto di vista, nuovi modi per mostrarsi attraverso l’algoritmo ed entrare sempre più intrinsecamente nell’epoca attuale. Avrà ragione? Ci sarà riuscita? Avrà trovato la modalità e la chiave di lettura giusta? Il tempo sarà testimone.
Chiara Avallone

