Una mostra d’arte contemporanea denominata “VITA” che traccia un percorso di astrattismo concettuale dalle forme fluide e cangianti nella cornice medioevale del Castello di Fumone.
L’appuntamento con la mostra “Vita”, curata dall’Artista salernitana Giovanna Corcione, è per il prossimo 6 dicembre presso il Castello di Fumone dei Marchesi Longhi de Paolis in via Umberto I – Fumone (FR), mostra che si aprirà con un vernissage e che resterà visitabile dal 6 al 30 dicembre tutti i giorni dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00, la domenica con orario continuato. La mostra d’arte sarà inclusa nella visita guidata della storica residenza laziale.

Ventuno opere dell’Artista Giovanna Corcione quelle esposte nella leggendaria cornice medievale del Castello di Fumone, pensate espressamente per un percorso espositivo di astrattismo concettuale, organizzata in quattro sezioni tematiche che invita a riflettere sul concetto di vita. La vita di ogni individuo è unica, plasmata dalle scelte personali e dall’indole, e può avere un impatto significativo sugli altri, generando ricordi e sentimenti durevoli anche oltre la dimensione terrena. La riflessione viene veicolata attraverso la fruizione di quadri astratti concettuali, principalmente in resina, dove la materia fluida guidata da un gesto determinante e le linee ricercate creano forme volute e cangianti.

Artista, pittrice, Giovanna Corcione – appartiene a una storica famiglia di artisti discendente dai Valeriani. Si forma presso il Liceo Artistico di Salerno e l’Accademia di Belle Arti di Napoli, dove conclude entrambi i percorsi con il massimo dei voti. Insegna Storia dell’Arte e Discipline artistiche da oltre vent’anni. Dopo un periodo di silenzio creativo, nel 2024 torna all’attività espositiva con la personale “OPPOSTI”, presentata presso l’ex Chiesa della SS. Trinità a Giffoni Sei Casali. La sua ricerca spazia dal figurativo all’astratto, approdando negli ultimi anni a un linguaggio vicino all’astrattismo concettuale, caratterizzato dall’uso della resina come medium espressivo principale.
L’uso della resina, medium principale della sua produzione recente, assume valore simbolico: la materia fluida viene controllata, indirizzata e dominata dall’artista, in un equilibrio tra gesto e progetto, istinto e disciplina. In questa dialettica tra forma e flusso si riflette la tensione umana verso la ricerca di senso e armonia.
La ricerca artistica di Giovanna Corcione si muove nel solco di un equilibrio costante tra memoria, introspezione e controllo della materia. La sua pittura, colta e disciplinata, nasce da una formazione solida e da un legame profondo con le radici familiari, ma si orienta verso un linguaggio contemporaneo che privilegia la sperimentazione e la riflessione concettuale. I riferimenti letterari in particolare ai testi di Alessandro D’Avenia si intrecciano con la componente simbolica e spirituale, costruendo un dialogo tra parola e immagine, tra esperienza e conoscenza.

Giovanna Corcione afferma un linguaggio personale e coerente, in cui la dimensione tecnica si coniuga con una profonda tensione spirituale. La sua opera invita a un’osservazione lenta e consapevole, proponendo la pittura come strumento di conoscenza e di crescita.
Nel gesto che doma la materia si riconosce la volontà di restituire all’arte il suo valore originario: generare senso, custodire memoria, creare legami. La dimensione personale, radicata nella memoria familiare e affettiva, si apre così a una più ampia considerazione dell’esistenza come spazio di relazione, dove la fragilità non rappresenta una debolezza, ma una forma di consapevolezza. l’Arte non è sopravvivenza, l’Arte è trascendentale è elevarsi. (Giulio de Paolis)

La mostra è articolata in quattro sezioni tematiche che offrono spunti di riflessione sugli esiti delle scelte personali: se da un lato una vita concentrata su se stessi può compromettere i rapporti con gli altri, e lo stato di prevaricazione può addirittura estendersi anche alle relazioni tra popoli, dall’altro i legami e i valori che derivano dagli incontri fondamentali perdurano anche oltre i limiti del tempo e i sentimenti possono essere il filo conduttore profondo che connette anche oltre la dimensione terrena.
Umberto Adinolfi

