Ogni anno il “Parco dell’Irno” diventa così uno spazio di incontro dove persone di età e interessi diversi possono condividere esperienze, conoscenze e momenti di socialità. La settima edizione, svoltasi dal 25 al 27 giugno 2026, ha proposto un ricco programma di attività dedicate alla musica, all’arte, alla sostenibilità e alla creatività.
Il festival ha offerto numerose possibilità di partecipazione: dai laboratori dedicati alla cucina sostenibile con “Radici Volanti” alle attività di autodifesa con “Sportee”, dalla scoperta della serigrafia con “Sciglio Vintage” alle esperienze collettive come il coro “Sing your city”. Non sono mancati gli spazi dedicati allo sport e al movimento, con attività come i tessuti aerei, la pole dance e le esperienze proposte da “Cilento Xtreme”, accanto ad attività più lente e riflessive come l’uncinetto e la ceramica.
Grande attenzione è stata riservata anche ai temi del riuso e della sostenibilità attraverso lo spazio “All you can read and wear”, dove libri, abiti e accessori di seconda mano hanno trovato nuova vita, dimostrando come ciò che sembra superfluo possa trasformarsi in una risorsa preziosa.
Il programma culturale ha incluso talk, incontri e momenti di approfondimento, tra cui “Angelo ti consiglia” e “Filosofia coatta”, oltre al cineforum che ha favorito discussioni e confronti dopo le proiezioni. A completare il festival è stata la presenza dell’arte, con opere e installazioni di diversi artisti, tra cui Emanuele Nino e Adalgisa De Angelis, autori di interventi site-specific realizzati appositamente per l’evento.
Emanuele Nino ha presentato “Senza Titolo (Bombshell – Innesto)”, un’opera incentrata sul rapporto tra materia, corpo e tecnologia, capace di suscitare nell’osservatore una sensazione di attrazione e inquietudine attraverso un linguaggio ibrido e in continua trasformazione.
Adalgisa De Angelis, conosciuta con il nome d’arte “AdalgisART”, ha portato “È l’ora di giocare”, una scultura realizzata attraverso il riciclo creativo. L’opera, composta da vecchi giocattoli degli anni Settanta, Ottanta e Novanta, affronta il tema dell’infanzia negata ai bambini che vivono nei territori di guerra, trasformando oggetti dimenticati in memoria e riflessione.
A chiudere ogni giornata è stata la musica dal vivo, elemento fondamentale per creare un’atmosfera di incontro e condivisione tra persone inizialmente sconosciute, ma unite dalla partecipazione allo stesso eventIl “Limen Salerno Festival” si conferma così un appuntamento capace di unire creatività, impegno sociale e cultura, nato dall’energia di giovani che vogliono partecipare attivamente alla vita della propria città. Il motto scelto per questa edizione, “Fai come ti pare”, racchiude lo spirito di libertà, apertura e sperimentazione che anima il festival.
Chiara Avallone