WORLD CANCER DAY

Il 4 febbraio si celebra la Giornata Mondiale sul cancro
“We can. I can”. “Noi possiamo. Io posso”, è questo il motto dell’edizione 2017 della Giornata Mondiale contro il cancro, promossa dall’Unione Internazionale Contro il Cancro (UICC), organizzazione non governativa che raccoglie e rappresenta associazioni impegnate contro la malattia in oltre cento Paesi, e sostenuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Il messaggio lanciato quest’anno “indica l’opportunità che tutti hanno di prendere parte alla battaglia contro il cancro. Anche una singola persona può infatti fare la differenza, perché è solo attraverso una compatta mobilitazione civile che si può vincere quello che un tempo era chiamato male incurabile”, sottolinea la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT).

“Combattere il cancro con la Prevenzione” è il tema al centro della Giornata. La prevenzione rimane infatti lo strumento più efficace per vivere più a lungo ed in buone condizioni di salute. Basti pensare che il 50% dei tumori potrebbe essere prevenuto seguendo un opportuno regime alimentare e corretti stili di vita e che circa il 30% dei decessi per cancro è dovuto proprio ad abitudini comportamentali e alimentari non corretti, ossia un indice elevato di massa corporea, scarso consumo di frutta e verdura, mancanza di esercizio fisico, consumo di alcol e fumo, esposizione eccessiva al sole.

“Purtroppo – commenta Diego Serraino, responsabile struttura di Epidemiologia Oncologica, che ha elaborato i dati in occasione del World Cancer Day 2017 – la percentuale di quanti si espongono a questi fattori di rischio è ancora significativa: circa il 27% degli italiani si dichiara fumatore, uno su 3 è sovrappeso e uno su 10 obeso; il 17% eccede nel consumo di bevande alcoliche e il 32% non svolge attività fisica. In quanto poi al consumo di frutta e verdura nelle dosi consigliate (5 porzioni al giorno), la regola è seguita poco meno del 10%”.

Se nella lotta al cancro sono sicuramente considerevoli i passi avanti fatti nella diagnosi e nella cura, è dunque sulla prevenzione che oggi bisogna puntare perché i numeri restano allarmanti, soprattutto nei Paesi in via di sviluppo.

Daniela Siano