Aldo Domenico Ficara – “L’istruzione ha un valore inestimabile…”

Laureato in Ingegneria Elettrotecnica presso l’Università degli Studi di Pisa. Docente di elettrotecnica e supervisore SSIS

presso l’Università degli Studi di Messina ( relatore di oltre 300 tesi di tirocinio ).  Attualmente collabora come autore su argomenti inerenti al mondo scolastico in Nuova Secondaria ( Editrice La Scuola ), La Ricerca ( Loescher editore ), Education 2.0  ( RCS ), Ilsussidiario.net (  a cura della Fondazione per la Sussidiarietà ), Tecnica della Scuola ( Tecnica della Scuola ), Scuola7 ( Tecnodid ), Dirigere la scuola ( Euroedizioni ) e Innovatio educativa. Dal 2016 è nel gruppo redazionale della Rivista dell’Istruzione ( Maggioli editore ). Ha collaborato inoltre con la rivista di divulgazione scientifica Green  ( Consorzio Interuniversitario Nazionale Chimica per l’Ambiente ).

Salve Aldo, benvenuto nel nostro spazio. Grazie per aver accettato la nostra intervista.

 Salve a tutti è un piacere essere qui con voi, vi ringrazio per l’attenzione e il tempo che mi dedicate.

Quando hai capito che volevi essere un insegnante e perché hai fatto questa scelta ?

Nella mia famiglia siamo insegnanti da 4 generazioni. Mio padre Domenico, prima docente di matematica e fisica in un liceo della Toscana ( Borgo Sansepolcro in provincia di Arezzo ) e poi Preside di una scuola superiore di secondo grado era proprietario di una scuola privata ( dove venivano svolte lezioni di matematica per studenti iscritti in diverse Università italiane ). Lui mi ha sempre ispirato nella divulgazione del pensiero tecnico scientifico. Ricordo un episodio: all’età di 5 anni, mentre gli studenti erano in attesa della lezione di mio padre, entrai nell’aula con le pareti fatte di lavagna di ardesia, presi un gesso disegnando un cerchio e dicendo “questa è una circonferenza”.  Dopo 21 anni mi laureavo a Pisa in Ingegneria elettrotecnica e dopo 20 giorni dalla laurea iniziavo la mia carriera di insegnante di elettrotecnica che ancora oggi continua.

 

A distanza di tanti anni quanto è cambiata questa professione ?

La scuola è cambiata ed è cambiato il ruolo dei docenti e degli studenti in classe, insieme alle dinamiche comunicative con le famiglie. Dalla lavagna tradizionale alla LIM (Lavagna Interattiva Multimediale), dalla calcolatrice al tablet, dall’enciclopedia a Internet, dal registro cartaceo a quello elettronico. Questi alcuni esempi che testimoniano come la tecnologia ha cambiato il volto dell’istruzione.

Rifaresti questa scelta di vita?

Sicuramente si, infatti, ho fatto di questa professione una testimonianza divulgativa. Ogni anno del mio insegnamento è stato ricordato da pubblicazioni su riviste cartacee di settore e importanti siti web nazionali.

Hai fondato vari gruppi di successo sui social network, ci parli di questa esperienza ?

Il blog Regolarità e Trasparenza nella Scuola ( RTS ) è affiancato da numerosi gruppi Facebook tematici sulla scuola per un totale di quasi 70mila iscritti. Nel 2020 ho creato gli ultimi 3 gruppi, uno sugli stipendi degli insegnanti, uno sulla DAD e l’ultimo sulla Maturità 2020 on line. Proprio su quest’ultimo gruppo ho sperimentato attività comunicative che hanno coinvolto le principali testate giornalistiche italiane: Corriere della Sera, Repubblica, Avvenire, Italia Oggi e Open. Il gruppo social è riuscito nel divulgare le proprie riflessioni anche nelle televisioni ( RAI TG2, RAI TGR3 Sicilia ),  e nelle radio ( Radio24, RadioTv Lombardia, Radio Cusano Campus ).

Come, quando e perché nasce il tuo impegno in difesa della categoria?

Difendo la categoria perché considero l’insegnante l’attore principale della scuola. Non è possibile immaginare una comunità scolastica senza insegnanti. Pertanto rimando sempre al mittente tutte le provocazioni della stampa e della politica contro questa categoria di professionisti.

Che valore ritieni possa avere l’istruzione oggi e quale valore viene percepito dagli studenti?

L’istruzione è sempre esistita sotto varie forme. Da sempre, infatti, gli adulti impartiscono ai giovani le loro conoscenze, anche attraverso il solo tramandarle oralmente. L’istruzione ha quindi un valore inestimabile e fondamentale e dà un futuro ad ogni persona perché permette di arricchire il proprio bagaglio di conoscenze e di aprire così la propria mente.

Come viene considerato il ruolo dell’insegnante oggi? E perché?

Il ruolo dell’insegnante nella scuola moderna deve, inoltre, basarsi sulla relazione con l’alunno, che deve essere costruita su stima e rispetto reciproci. L’insegnante, quindi, nella relazione con l’alunno deve essere sé stesso ed esprimere senza remore i propri sentimenti. Per rendere davvero efficace il proprio metodo di insegnamento è necessario che il docente sia disposto a mettersi continuamente in discussione, rivalutando i propri metodi di insegnamento e facendo un’anamnesi sincera del proprio operato e dei risultati raggiunti.

 

Esiste una categoria degli insegnanti?

Si, ma è molto divisa. A volte proprio nei miei gruppi Facebook tale divisione si è evidenziata in modo molto significativo.

Che fine hanno fatto i sindacati?

Sono organizzazioni molto importanti per la tutela dei diritti dei lavoratori. A tal riguardo mi piace ricordare la figura di Giuseppe Di Vittorio che fu tra i protagonisti, con Bruno Buozzi e Achille Grandi, del dialogo per la rinascita del sindacato unitario italiano

Parliamo di DaD: dicci il tuo parere e raccontaci la tua esperienza.

La DaD mi ha dato una grande soddisfazione professionale. Sono riuscito ha rendere nulla dispersione scolastica digitale, utilizzando proprio i gruppi Facebook in modalità segreta. Voglio ricordare i miei video sulla DaD pubblicati dalla Tecnica della Scuola dal titolo: “Pillole di elettrotecnica: non è mai troppo tardi DaD”. Un modo per divulgare conoscenze tecnologiche a tutti gli studenti italiani interessati.

A che punto è oggi la scuola in Italia?

La responsabilità di preparare le nuove generazioni a un futuro non del tutto definito produce molta ansia nelle generazioni più adulte, che temono di fallire. Tale mandato, generalmente condiviso a parole da molti, va però poi realizzato concretamente.

Quali sono le prospettive per il futuro?

Valorizzare le doti di ciascuno e di tutti e quindi sviluppare il “canale” non solo liceale ma anche dell’istruzione e della formazione professionale come scelta educativa di pieno valore. Inoltre , definire per legge il nuovo stato giuridico degli insegnanti che consideri questi come dei “professionisti” e non più come semplici impiegati.

Grazie Aldo, per la tua cordialità e per il lavoro che svolgi a favore della scuola e dei docenti. 

Grazie a voi, è stato un immenso piacere, spero di aiutare la nostra categoria ancora a lungo.

Francesco Martini