Civico 23 presenta l’ottava edizione della Rivista in scatola

Giunta all’ottava edizione la Rivista in scatola Civico 23 si presenta, anche in questo caso, ricca di opere particolari, frutto del lavoro di artisti emergenti o già affermati. La mostra/presentazione che si terrà a partire da sabato 20 dicembre2025 costituisce un’ulteriore tappa verso la legittimazione, a livello nazionale, del progetto inaugurato nel 2021 dall’omonima galleria di Salerno.

L’introduzione riportata sulla brochure, che è parte integrante del contenitore, è affidata all’autore Federico Federici che con penetrante acume definisce la “scatola” una sorta di “contro modello rispetto alla logica delle reti addestrate che oppone al paradosso dell’infinita prevedibilità dell’IA l’imprevedibilità della coincidenza umana. Erede delle sperimentazioni di Fluxus, questa pratica si basa su scelte editoriali orientate ad una dispersione dell’autorialità, in parte sistemica e in parte incontrollabile”.


I 23 artisti che hanno partecipato a questa ottava pubblicazione sono: LUIGI AURIEMMA, GIOVANNI BARTOLOZZI, MADDALENA BELLORINI, MARCO BICHISECCHI, UMBERTO CAROTENUTO, PINA DELLA ROSSA, ANNALISA DI FILIPPO, LUCA FASANO, PIER MAURIZIO GRECO, GIANLUCA LEUZZI, WU LIU, EMANUEL PALERMO, GIANCARLO PAVANELLO, LAURA PEDIZZI, PIO PERUZZINI, VINCENZO PIAZZA, GIUSEPPE POLEGRI, PTRZIA (TICTAC), ANNALISA RETICO, ADONAI SEBHATU, LUCIA SPAGNUOLO, DANIEL WAGNER, YAN XU.


“Le regole assegnate sono poche ed essenziali: il formato e, talvolta, un indizio tematico. Tale decentralizzazione innesca, nell’atto di sintesi finale, un cortocircuito di singolarità irriducibili e uno scarto da possibili cliché estetici, affidando al lettore le conclusioni”. A tutto questo occorre aggiungere quanto fondamentale sia la caratteristica della scatola di essere contenuto e contenitore, ovvero risorsa di opere contenute in un contenitore “trasportabile”. L’idea certo non è nuova, erede di quella pratica pseudo editoriale (esoeditoria) già presente negli anni ’70, nata in aperta contestazione verso una cultura incline all’omogeneità, quindi all’origine di un mercato unico. Con oltre 200 artisti invitati il progetto “scatola” aspira a diventare un veicolo di “condensazione creativa” a cui attingere per avere contezza dei tanti linguaggi messi in campo. Linguaggi spesso eterogenei, contemporanei in quanto frutto di eccellenti sperimentazioni che appaiono sedimentate nello spazio ristretto di un cofanetto, ma proprio per questo stimolanti sotto l’aspetto espressivo e di contenuto.

Angelo D’Amato