GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L’OMOFOBIA

Si celebra il 17 maggio la Giornata Internazionale contro l’omofobia e contro ogni forma di atteggiamento pregiudiziale basata sull’orientamento sessuale. 

«L’omofobia e la transfobia violano la dignità umana, ledono il principio di eguaglianza e comprimono la libertà e gli affetti delle persone»: questo il messaggio del presidente della Repubblica italiana Mattarella per la decima giornata mondiale contro l’omofobia, istituita dal Parlamento Europeo con risoluzione del 26 aprile 2007 per commemorare il 17 maggio 1990, giorno in cui si decise di rimuovere l’omosessualità dalla lista dei disturbi mentali nella classificazione internazionale delle malattie pubblicata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

Un’occasione per rimarcare, come ha fatto il Consiglio d’Europa, che «gli Stati hanno l’obbligo di proteggere le persone Lgbt dagli atti di violenza e dalla discriminazione di cui sono vittime e che si stanno moltiplicando». Su bullismo e discriminazioni prende posizione anche la presidente della Camera Laura Boldrini: “sono inaccettabili”. La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, in occasione del lancio della campagna #IoStoConTe e del relativo spot che sarà diffuso in molte scuole, ricorda come “le parole che emarginano e discriminano fanno male esattamente quanto un atto di violenza fisica”. Intanto il Pd approfitta per chiedere di sbloccare la legge ferma in Senato dal 19 Settembre del 2013.

Quest’anno la giornata ha per l’Italia la celebrazione ha un significato speciale. Arriva infatti ad un anno dall’approvazione della legge Cirinnà sulle unioni civili (era l’11 maggio 2016) e perché ci porta a fare un bel balzo in avanti nella classifica internazionale per la tutela dei diritti delle persone omosessuali, trans, bisex e intersessuali. In vista di tale giornata le scuole di ogni ordine e grado, nell’ambito della propria autonomia didattica ed organizzativa, sono invitate ad effettuare un approfondimento dei temi legati alla lotta alle discriminazioni di cui all’articolo 3 della Costituzione Italiana.