GIORNATA MONDIALE DELL’AMBIENTE

Rispettare il pianeta e promuovere una cultura sostenibile e ambientale.

Francesco PEDUTO, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi

“Imparare a rispettare e ad ascoltare il pianeta e promuovere una cultura sostenibile e ambientale, per riscoprire e riappropriarsi della natura e della diversità dei paesaggi che ci circondano. E quest’anno, per il nostro Paese, la Giornata Mondiale dell’Ambiente ha un significato ancor più importante, in quanto ricade ad una settimana dal G7 Ambiente che si terrà a Bologna”.

Questo il monito di Francesco Peduto, Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi nel giorno in cui si celebra la Giornata Mondiale dell’Ambiente, proclamata nel 1972 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, che si festeggia il 5 giugno di ogni anno, in perfetta sintonia con il tema di quest’anno, Connecting People to Nature, dedicato al legame tra le persone e la natura.

“L’educazione ambientale deve cominciare dalle scuole e deve coinvolgere sia i bambini sia gli adulti” afferma Peduto che aggiunge “il Ministro Galletti si è espresso in tal senso in più occasioni e ci aspettiamo finalmente un passo concreto, tanto più importante in un Paese fragile come il nostro, che assomma sul suo territorio tutti i georischi, da quello sismico a quello idrogeologico e vulcanico”.

“Sono tanti i problemi che mettono a repentaglio la salute del pianeta – continua il Presidente del CNG – tra questi: le emissioni di gas serra, aumentate quasi del 50 per cento dagli anni Novanta ad oggi, che rappresentano la principale causa del riscaldamento globale e sono una seria minaccia per l’umanità. Gli effetti sono catastrofici: il gas serra, infatti, è la causa di disastri ambientali come l’innalzamento del livello del mare, l’aumento dei periodi di siccità, delle alluvioni, ecc”.

E per il futuro le previsioni sono tutt’altro che rosee. “Uno studio di questi anni dell’Istituto degli Studi Ambientali di Amsterdam sul rischio idrogeologico in Europa – spiega il Presidente Peduto – evidenzia che il rischio di alluvioni aumenterà costantemente nei prossimi anni ed entro la metà del secolo il numero raddoppierà; quelle più violente, inoltre, diventeranno più frequenti, passando da una media di una ogni 16 anni ad una media di una ogni 10 anni. La priorità deve essere, dunque, quella di porre un freno a tutte quelle azioni che determinano o contribuiscono ai cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale rispettare l’Accordo di Parigi sul clima, che impegna 195 Paesi a limitare il riscaldamento globale al di sotto di 1,5 °C, e ci preoccupano molto le recentissime prese di posizione degli USA che, pur essendo uno dei principali produttori di CO2, vanno nella direzione di non rispettare tali accordi”.

Salvaguardare il pianeta significa anche occuparsi delle attività di mitigazione del dissesto idrogeologico: una delle tante questioni, da sempre, al centro dei lavori del Consiglio Nazionale dei Geologi. “Bisogna educare i cittadini ad amare l’ambiente in cui vivono perché è proprio l’uomo il responsabile dei processi di degradazione del territorio e del suolo che sono alla base del dissesto. Negli ultimi vent’anni – conclude Peduto – si sono verificati nel mondo 11.000 eventi metereologici estremi che hanno causato 530.000 vittime e oltre 3.300 miliardi di euro di danni. Il nostro Paese, come ben sappiamo, non è affatto esente da queste problematiche. Le principali cause del dissesto idrogeologico sono: la cementificazione, la deforestazione e l’abusivismo edilizio. E la fragile Italia, in questo lungo periodo, risulta al 25° posto dei paesi più esposti ma, se così possiamo dire, sta scalando la classifica, ovvero le cose stanno peggiorando”.