“Nessuno – Le avventure di Ulisse”: al Teatro Verdi di Salerno Stefano Accorsi reinventa il mito

Debutto unico in Campania ieri sera al Teatro Municipale Giuseppe Verdi di Salerno per “Nessuno – Le avventure di Ulisse”, la nuova interpretazione di Stefano Accorsi. Una serata che ha portato sul palco un Ulisse lontano dalla tradizione, immerso in un viaggio interiore che punta più alla psiche che all’epica. 

La drammaturgia di Emanuele Aldrovandi propone un eroe che parla anche attraverso brevi parentesi in dialetto, inserite come scarti linguistici che spezzano la solennità del mito e lo riportano a una dimensione terrena. In un passaggio, viene persino nominata la “piadina”, un dettaglio anacronistico che crea un cortocircuito ironico tra l’eroe omerico e la quotidianità contemporanea. Uno spettacolo che divide, dunque, e lo fa consapevolmente.

Se l’impianto narrativo può non incontrare il gusto di tutti, resta innegabile la qualità delle interpretazioni. Stefano Accorsi costruisce un Ulisse tormentato, fragile, spesso ironico, capace di oscillare tra confessione e smarrimento. La sua presenza scenica è il perno dell’intero racconto. Accanto a lui Francesca Del Duca si conferma una delle sorprese più interessanti della produzione. La sua prova è poliedrica e in continua crescita durante lo spettacolo: recita con precisione, canta con intensità, suona diversi strumenti dal vivo, creando un paesaggio sonoro che sostiene e amplifica il viaggio emotivo del protagonista. Del Duca non è una semplice comprimaria: è una presenza fondamentale, capace di dare ritmo, atmosfera e profondità emotiva all’intero impianto scenico.

La regia di Daniele Finzi Pasca punta su immagini evocative, movimenti fluidi e un uso simbolico dello spazio. Come riportato nelle note di regia, l’impianto scenico mira a “fondere parola e gesto, evocazione e concretezza”. Un approccio affascinante per chi ama il teatro visivo, ma meno immediato per chi cerca una narrazione lineare. “Nessuno” è anche per questo uno spettacolo che rischia, un esperimento teatrale che non cerca il consenso facile ma ha il coraggio di proporre un Ulisse nuovo, vulnerabile, contemporaneo e per questo merita attenzione. Soprattutto, si regge sulla bravura indiscutibile dei due interpreti, capaci di dare corpo e voce a un viaggio che parla di identità, memoria e ritorni impossibili.

Daniela Siano

La tappa salernitana si inserisce nella stagione di prosa organizzata dal Teatro Pubblico Campano, con il sostegno del Comune di Salerno e della Regione Campania.