Foto di Roberto Macina

Non unicorni ma prodotti da vendere alle imprese: a Roma debutta Deploiable

La società romana fondata da Roberto Macina, Valentina Iannucci e Alessandro Piccinini sviluppa strumenti di intelligenza artificiale pensati per essere acquistati dalle piccole e medie imprese. Primo finanziamento da 500mila euro.

Si chiama Deploiable ed è un “product lab”, cioè un laboratorio che progetta e realizza prodotti digitali in serie. Ha sede a Roma, è stato presentato a metà ottobre e ha già chiuso un primo finanziamento da 500mila euro. La sua scommessa è usare l’intelligenza artificiale non per inseguire la startup da miliardi, ma per costruire strumenti utili a mercati piccoli e specifici, che le aziende possano comprare e usare subito.

Il punto di partenza è un problema che molte imprese conoscono bene. Molte aziende sentono parlare ogni giorno di intelligenza artificiale, ma faticano a trasformarla in qualcosa di utile: spesso manca il passaggio tra l’idea e uno strumento che funzioni davvero nel lavoro quotidiano. Deploiable lavora proprio su questo passaggio. Ogni prodotto nasce da un’esigenza concreta segnalata da un’impresa, oppure da un settore di nicchia in cui nessuno ha ancora offerto una soluzione.

Anche il traguardo è diverso da quello di molte startup. Di solito una giovane impresa tecnologica raccoglie capitali in più fasi, sperando di diventare un “unicorno”, come si chiamano le aziende che superano il miliardo di dollari di valore, e di essere venduta con un grande guadagno per i soci: è la cosiddetta “exit”. In Europa, però, sono poche quelle che ci arrivano. Deploiable sceglie un’altra strada, che il cofondatore e amministratore delegato Roberto Macina riassume così: «L’obiettivo non è creare unicorni, ma prodotti innovativi appetibili per piccole e medie imprese, che possano essere acquisiti come delle “micro-exit». In pratica, ogni prodotto è pensato fin dall’inizio per essere venduto a un’azienda. Negli Stati Uniti questa formula ha già diversi esempi; da noi è quasi una novità.

Macina non è al primo progetto. Ingegnere informatico, ebbe l’idea di Qurami nel 2011, quando era ancora studente e aspettava in fila alla segreteria dell’Università Roma Tre: l’app che permette di prenotare il proprio turno in coda dallo smartphone. L’applicazione è stata adottata da comuni e università, tra cui il Comune di Milano, ed è stata acquisita nel 2018 da uFirst. Nel 2021 Macina ha fondato con Mario Costanzo WDA, una società che costruisce e accompagna nuove imprese: all’inizio del 2025 la holding Next4 ne ha acquisito il 51 per cento e Macina è entrato nel consiglio di amministrazione della holding.

Accanto a lui, in Deploiable, ci sono Valentina Iannucci, responsabile della strategia, che dal 2025 ha la guida operativa di WDA, e Alessandro Piccinini, responsabile della messa in opera dei prodotti. Entrambi siedono, insieme a Macina, nel consiglio di amministrazione.

Il primo round da 500mila euro vede la partecipazione del fondo Cannonball e di alcuni investitori privati, tra cui Claudio Enriquez, Enrico Reggiani e Mirko Faiozzo. Una sfida da seguire, in un momento in cui molte piccole e medie imprese si chiedono come usare l’intelligenza artificiale senza disperdere tempo e risorse.