In bici dall’autodromo di Monza all’ippodromo di Carditello

Il nuovo itinerario cicloturistico per scoprire i siti reali: 8 tappe, 7 giorni, 5 regioni da attraversare, 970 km di tracciato.

La Reggia di Monza e la Reggia di Carditello scendono in pista nel segno del cavallino rampante e dell’ecoturismo. Un binomio vincente, rafforzato dal protocollo di intesa che sarà firmato domani a Monza, destinato a valorizzare i due beni culturali – condividendo progetti di marketing territoriale e politiche di inclusione già realizzate dalla Fondazione Real Sito di Carditello – e a promuovere, il nuovo itinerario cicloturistico nazionale Carditello Reale, aperto a ciclisti e amatori.

Un progetto ambizioso, dunque, che collegherà simbolicamente i siti reali, dal notevole valore storico e naturalistico, che ospitano il celebre autodromo in Lombardia e il suggestivo ippodromo in Campania, attraversando in bicicletta 5 regioni italiane (Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Lazio e Campania) e riscoprendo borghi e antichi sentieri sul tracciato di 970 km mappato con ARI Italia (Audax Randonneur Italia), l’unica associazione che in Italia ha titolo ad omologare i brevetti “Randonnée” internazionali, riconosciuti da Le Randonnée Mondiaux e Audax Club Parisienne.

Dopo la prima edizione nel 2020 – con partenza dalla Reggia di Venaria e arrivo alla Reggia di Carditello – una nuova sfida in 8 tappe e 7 giorni per gli amanti del turismo lento, guidati in bici da un capitano davvero speciale: il direttore della Fondazione Real Sito di Carditello, in sella per l’intero itinerario cicloturistico.

“Con il nuovo percorso in bicicletta da Monza a Caserta – afferma Roberto Formato, direttore della Fondazione – rafforziamo il legame con le comunità locali e con la rete dei siti reali, ma soprattutto lanciamo la nostra campagna di comunicazione, sostenibile e inclusiva, per promuovere il Real Sito di Carditello e inserire la Carditello Reale tra gli itinerari cicloturistici nazionali, nell’ambito del nostro programma 2021 dedicato al benessere psicofisico dei visitatori e alla tutela ambientale. Puntiamo a stimolare l’ecoturismo e ad integrare la nostra offerta culturale, dopo aver riqualificato in primavera il Sentiero dei gelsi e inaugurato il nostro primo Cammino dalla stazione di Capua a Carditello. Dove non arrivano budget e leve di marketing, riescono cuore e muscoli perché la cultura inizia proprio dalla passione”.

Semaforo verde, sabato 31 luglio, con la pedalata di 80 km in Brianza – di cui 20 lungo il circuito di Monza – e la visita al Museo Ferrari di Maranello, passando poi per Imola, il Chianti e la Val d’Orcia, la Tuscia e Roma.

Questa iniziativa – spiega Giuseppe Distefano, direttore generale Consorzio Villa Reale e Parco di Monza – rientra pienamente nella nuova filosofia della Reggia di Monza. Da una parte il contatto con la natura e l’utilizzo del Parco per eventi che hanno al centro i temi ambientali è uno dei nostri capisaldi per il rilancio del complesso monumentale. E del resto anche il collegamento con le altre Ville Reali è uno dei nostri principali obiettivi. Crediamo molto nella possibilità di creare un circuito nazionale che metta in rete queste meravigliose realtà di storia, cultura e natura. Non solo questa iniziativa valorizza un ulteriore tema: quello dello sport”.

 

Tra le curiosità e le prove da affrontare lungo il percorso: le curve dei due celebri autodromi di Imola e del Mugello, per raggiungere gli 892 metri del passo del Giogo – che Gino Bartali conosceva molto bene, così come Gastone Nencini – insinuandosi tra le vigne del Chianti (tappa 3); il tratto della via Romea, da Greve a Siena, antica “autostrada” dove gli eserciti medievali di Firenze e Siena spostavano le loro truppe per dilettarsi in piccole e grandi battaglie (tappa 4); le suggestive Crete senesi – nel percorso che porta ad Asciano e poi nel morbido paesaggio della Val d’Orcia – un tempo mare, tanto che numerosi sono i ritrovamenti di fossili, e oggi paesaggio lunare con l’antico deserto di Accona, meta irrinunciabile per ogni cicloturista (tappa 4);

una delle più belle strade bianche da San Quirico al lago di Bolsena – che conducono fino alla piazza d’acqua di Bagno Vignoni, le terme di Santa Caterina – oppure verso la Cassia con le strade modellate dal rombo delle auto guidate da Tazio Nuvolari nella mitica Mille Miglia (tappa 5); a San Quirico omaggio alla statua di Nuvolari con la presenza simbolica di un velomobile (velocipede a pedali carenato) di nome FerriRari, che ha avuto l’onore nel 2019 di partecipare alla ultramaratona più famosa del mondo, la Paris-Brest-Paris, di 1.200 km no stop (tappa 5); i luoghi più celebrati dalla presenza di antichi briganti, ai confini della Toscana con il Lazio, con le storie di brigantaggio nelle terre del tufo e l’incontro con la misteriosa “Banda del Torchio”, che attenderà i ciclisti alla dogana di Tuscania (tappa 5); l’incanto della città eterna, percorrendo Roma alle prime luci dell’alba lungo la ciclabile del Tevere e poi l’Appia Antica, una volta salutata la tomba di Cecilia Metella (tappa 6).

Ed ecco la volata finale, con il lago di Nemi e la Cascata di Isola Liri, fino a raggiungere sabato 7 agosto il Real Sito di Carditello a San Tammaro (Caserta), dove è in programma una cerimonia di accoglienza per sportivi e amanti della bici, organizzata nei boschi della Fondazione, e a seguire il concerto di Giovanni Caccamo con Michele Placido, nell’ambito del Carditello Festival.

Proprio a Carditello fu avviata, per volere di Carlo di Borbone, la selezione e l’allevamento dei cavalli di razza Persano, che si contraddistinguono per eleganza, destrezza, bellezza e velocità. Caratteristiche che spinsero Enzo Ferrari ad associare il cavallino Persano alla nota casa automobilistica di Maranello.

La novità 2021 è l’apertura dell’iniziativa ai turisti, che potranno partecipare al viaggio, lungo l’intero itinerario o per singoli tratti, prenotando i servizi con l’agenzia Le ali della libertà di Santa Maria Capua Vetere.


Il Parco di Monza è uno tra i maggiori parchi storici europei. Un complesso monumentale dove arte e natura si fondono, meravigliando con le oltre 740 stanze della Villa Reale, volute dall’Imperatrice Maria Teresa d’Austria per il figlio l’Arciduca Ferdinando nel 1777 e con la collezione botanica dei Giardini Reali e del Parco. Un complesso di particolare valore paesaggistico, storico e architettonico, incluso nel più ampio Parco regionale della Valle del Lambro. Dal 1922 ospita al suo interno l’Autodromo nazionale di Monza, uno dei più importanti e prestigiosi circuiti automobilistici al mondo.

Il Real Sito di Carditello, voluto da Ferdinando IV di Borbone ed edificato intorno al 1787 da Francesco Collecini, ospita una palazzina reale dalle linee neoclassiche, ambienti destinati ad azienda agricola, tre boschi e un’area riservata alle corse dei cavalli. Ancora oggi è il più grande ippodromo al mondo inserito all’interno di un edificio reale. La tenuta era destinata all’allevamento e alla selezione di cavalli di razza reale, oltre che alla produzione agricola e casearia. Dal 2016, dopo essere stato considerato per anni il simbolo del degrado e dell’abbandono nella Terra dei Fuochi, il Real Sito di Carditello è tornato ad essere un modello di riscatto, rinascita e inclusione, aperto a famiglie, bambini e rifugiati.