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Onmic PTCO – Sport: benessere psico-fisico e socialità

Durante questo periodo di pandemia la popolazione non ha potuto praticare alcuna attività sportiva, nonostante si conoscano i benefici

sia in termini di salute psicofisica sia per quanto riguarda la socializzazione. I benefici dello sport che principalmente notiamo sono di natura fisica in quanto l’attività sportiva porta ad una diminuzione del rischio di ipertensione, obesità, diabete e migliora la salute delle ossa. Ma ormai da tempo è noto a tutti quanto lo sport influisca positivamente sulla mente oltre che sul nostro corpo. Lo sport infatti permette di rilassarci, staccarci dalla nostra routine quotidiana regalando al cervello un po’ di buon umore riducendo il rischio di cadere in depressione. Questo porta ad un cambiamento positivo nella percezione di noi stessi, in quanto provoca un incremento dell’energia e dell’entusiasmo durante lo svolgimento delle attività di tutti i giorni, un maggior stato di prontezza mentale e una maggiore fiducia in se stessi. Inoltre tanti studi dimostrano come in particolare l’attività aerobica, come ad esempio bicicletta e corsa, siano fondamentali per aumentare quelle che sono le nostre abilità cognitive in quanto proteggono la salute del cervello e del sistema nervoso. L’attività sportiva porta quindi anche una crescita della consapevolezza del proprio equilibrio pisco-fisico.

 C’è inoltre da sottolineare l’importanza dello sport per l’attività lavorativa in quanto quest’ultimo incrementa la produttività, riduce lo stress e l’ansia causato dal lavoro stesso, e favorisce, sotto l’aspetto della socializzazione il cosiddetto “team building”. Team building significa “fare squadra”, un concetto che negli ultimi anni ha raggiunto un valore fondamentale soprattutto all’interno di contesti lavorativi oltre che nel mondo dello sport.

“Il talento vince le partite, ma il lavoro di squadra e l’intelligenza vincono i campionati”. (Michael Jordan)

L’attività sportiva è fondamentale già dalla tenera età, oltre che per lo sviluppo fisico e per l’integrazione sociale, anche per i valori che esso trasmette quali ad esempio la lealtà, il rispetto e l’amicizia. Quindi lo sport è un grande strumento di inclusione che incoraggia l’incontro di culture diverse, riesce a produrre degli effetti benefici per la crescita cognitiva di quei bambini che si cimentano nel calcio, nel basket o in qualsiasi altra disciplina sportiva. Lo sport può essere definito quindi come facilitatore di relazioni tanto che tutte le varie forme di diversità individuali vengono riconosciute e allo stesso tempo valorizzate. Ecco perché la presenza di associazioni sportive ed oratori, all’interno delle nostre comunità, rappresenta un’incredibile risorsa educativa, capace di riprodurre su un piano simbolico la realtà della vita, che è fatta di impegno, sacrificio, sofferenza, lotta, ma anche soddisfazione, gioia, felicità e speranza.

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     Ci si può drogare di cose buone e una di queste è certamente lo sport. (Alex Zanardi)

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Ma se lo sport si configura come il traguardo di un percorso educativo, che inizia da bambini con il gioco, fino ad evolvere in quello che riconosciamo come attività sportiva vera e propria, gli educatori e gli insegnanti sono figure chiave per far sì che questo avvenga.

Sono loro, infatti, che tutti i giorni si impegnano a trasmettere ai ragazzi i fondamenti di una cultura basata sul rispetto, soprattutto verso l’avversario, il senso di responsabilità e la negazione di qualunque forma di violenza. Sinonimo di impegno e di costanza, dunque, l’attività sportiva favorisce una crescita equilibrata, salvaguardando il diritto di sbagliare, senza dover rinunciare alla realizzazione dei propri obiettivi.

Molto spesso le persone hanno un’idea sbagliata dello sport. Molti credono che lo sport sia un mezzo per competere, per mettersi in gioco con altre persone.
Ma competere, esattamente cosa significa?
È semplice dare una definizione: competere è lottare con altri per il conseguimento di qualcosa, stare a confronto con qualcuno o con qualcosa per il raggiungimento di un obiettivo.
Basterebbe aprire le nostre menti e comprendere che non si arriva in alto superando gli altri, si arriva in alto superando se stessi e i propri ostacoli. Lo sport non è competizione, lo sport è alleanza.
Prendendo l’esempio del calcio, che molti definiscono come lo sport in cui “22 persone rincorrono la palla” possiamo capire quanto in realtà lo sport sia sottovalutato. Il calcio, come qualsiasi altro sport, è liberazione, unicità, sacrificio ma soprattutto passione: solo rincorrendo un pallone ci si rende conto che in realtà oltre che rincorrere un oggetto, stiamo rincorrendo i nostri sogni, liberando la nostra mente dai nostri muri, muri che in quel momento vengono abbattuti. Viva lo sport.         

Daniele Ciardiello

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