“Pictura” Personale di Clemens Klopfenstein

 Dal 20 maggio al 3 giugno 2023 Vernissage sabato 20 maggio ore 18.30 presso lo Spazio “Civico 23” – via Parmenide n.23 Salerno

Siamo particolarmente soddisfatti e onorati di ospitare una mostra personale dell’artista Clemens Klopfenstein pittore e regista svizzero di conclamata importanza se consideriamo i numerosi riconoscimenti, a lui attribuiti nella lunga e proficua attività di artista visivo. La mostra si articolerà su opere inedite accompagnate da dipinti meno recenti che scandiscono la carriera artistica di questo versatile autore attivo già dagli anni ’60. L’inaugurazione è prevista per sabato 20 maggio dalle ore 18.30 e proseguirà fino al 3 giugno quando sarà approntato un finissage di chiusura dell’esposizione. All’inaugurazione sarà presente l’artista.

 

L’artista ha in mente molte immagini che spesso si confondono e si accavallano

Deleuze affermava che “il pittore ha molte cose nella testa” ancor prima di realizzare un’opera, intendendo dire che, rispetto al supporto su cui operare, l’artista ha in mente molte immagini che spesso si confondono e si accavallano rendendo difficile sgomberare o ripulire ciò di cui si è saturi. Questa scelta di svuotare, selezionare e ponderare non è certo facile, qui non si tratta solo di togliere dalla mente quelle immagini che sembrano inappropriate per la propria opera, qui piuttosto occorre fare un ulteriore sforzo cercando di superare quelle forme o, come li chiama Deleuze, cliché che altrimenti porterebbero inevitabilmente ad un “già visto”. In altre parole se in un primo tempo i cliché generano una catastrofe, in termini di caos e precarietà, solo in un secondo momento l’artista è in grado di “orientare” questo caos verso soluzioni formali di forte impatto visivo ed emozionale. In realtà il fenomeno della pittura ha a che fare con il tempo nella misura in cui, rispetto a quello che si è appena detto in riferimento al caos di immagini e all’artista come “contenitore” di tali immagini, appare evidente, già in una fase pre-pittorica, quanto l’esperienza visiva dell’autore gli consenta infinite possibilità di scelta. 

 

A caratterizzare il caos non è soltanto il pensiero prima dell’azione ma anche dopo 

Osservare le opere di Clemens Klopfenstein significa toccare con mano quanto descritto dal filosofo francese anche se con qualche possibilità in più, in termini di risultati. Ciò che viene evidenziato come condizione pre-pittorica in Clemens si concretizza nell’azione, spesso casuale, di formazione del dipinto; ovvero a caratterizzare il caos non è soltanto il pensiero prima dell’azione ma anche dopo con il contatto epidermico con la tela, il colore, il segno. Gli strati che si sovrappongono in maniera incondizionata sul supporto sono “letteralmente” coperti da nastro adesivo e poi, ancora, da altra materia cromatica, in una sorta di “coazione a ripetere”.

Dunque caso, improvvisazione e progettualità entrano di diritto a completare un percorso d’esperienza che l’artista sente su di sé. Al caos segue “un germe di ordine e ritmo” soprattutto se consideriamo quanto egli vuole comunicarci, facendoci intravedere qua e là riferimenti legati alla comune esistenza. Una comunicazione che, nel perfetto stile di Clemens, si fa denuncia di avvenimenti tanto cruenti quanto reali. L’invito è rivolto a noi osservatori che con paziente diligenza ci poniamo al servizio di quello che l’artista vuole farci intendere in ogni anfratto delle sue creazioni, tra le maglie colorate di segni violenti e al tempo stesso piacevoli. L’incontro, com’egli afferma, tra gesto e materia avviene ai tempi dell’Accademia a Basilea. I giovani studenti vengono sedotti dall’action painting americana e con forza espressionista, tipicamente tedesca, mettono in scena opere sfrontate, sicuramente irrequiete, perché dettate da un’esigenza di comunicazione che travalica i limiti del perbenismo trionfante. A questa denuncia Clemens si avvicina non tralasciando mai quell’aspetto ironico e sublime, spesso dissacrante, che lo contraddistinguono: d’altronde come dimenticare i suoi capolavori cinematografici che con grande equilibrio e leggerezza rendono manifesta l’intenzione dell’artista/regista di “non prendere la vita troppo sul serio”.

Angelo D’Amato