AFAM, i diplomi diventano lauree: dopo 25 anni arriva il riconoscimento definitivo

Dopo oltre venticinque anni di attesa, il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica compie un passaggio storico.

Con il via libera del Consiglio dei ministri al Decreto PA, arrivato il 30 giugno 2026, è stata approvata la norma che riconosce ai diplomi rilasciati da Conservatori, Accademie di Belle Arti, ISIA e dalle altre istituzioni AFAM la denominazione di laurea e laurea magistrale.

Una modifica attesa da studenti, docenti e istituzioni del settore, che chiude una distanza rimasta aperta dalla riforma del 1999. Da allora il comparto AFAM è entrato nel sistema dell’istruzione superiore italiana, adottando percorsi accademici strutturati secondo il modello europeo, con crediti formativi e livelli di studio equiparabili a quelli universitari. A rimanere diversa era però la denominazione dei titoli.

L’iter legislativo si è concluso con la conversione in legge del Decreto PA. Il provvedimento è stato successivamente pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 31 luglio 2026 ed è entrato in vigore il 1° agosto 2026, rendendo operativo il riconoscimento formale dei diplomi AFAM come lauree.

La riforma non modifica i contenuti dei percorsi formativi, già caratterizzati da un alto livello di specializzazione, ma interviene sul valore giuridico e sulla spendibilità dei titoli. La nuova denominazione consentirà un allineamento più chiaro con il sistema universitario nazionale ed europeo, con effetti anche nei concorsi pubblici, nei percorsi professionali e nella mobilità internazionale.

Il sistema AFAM comprende i Conservatori di musica, le Accademie di Belle Arti, gli Istituti Superiori per le Industrie Artistiche, l’Accademia Nazionale di Danza e l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica. Realtà che formano ogni anno professionisti della musica, delle arti visive, del design, dello spettacolo e della cultura.

Per il settore si tratta del completamento di un percorso iniziato con la legge 508 del 1999 e proseguito negli anni attraverso interventi sull’autonomia delle istituzioni,